Robert Smith, il leader indiscusso della band, nasce a Blackpool nel Lancashire, il 21 aprile 1959, ma cresce a Crawley, nel West Sussex. Voleva diventare uno scrittore e aveva garantito che si sarebbe ucciso prima di compiere 25 anni. Dopo il venticinquesimo compleanno, si è corretto dicendo:
La sua prima band sono i The Obelisk, un breve esperimento, vissuto, per la durata di un solo concerto, con alcuni compagni di scuola, quando Smith frequentava la Notre Dame Middle School, nel 1973. Successivamente, nascono i Malice, ai tempi del liceo alla St. Wilfrid's Catholic Comprehensive School, con Robert Smith e Marc Ceccagno alla chitarra, Michael Dempsey al basso, il loro compagno Graham alla batteria e suo fratello alla voce. Dopo poco tempo, Graham e Marc se ne vanno, e il loro posto viene preso da Laurence (Lol) Tolhurst, un altro compagno di classe e amico d'infanzia di Robert Smith, e da Porl Thompson, il fratello della ragazza di Lol. Il loro primo concerto, uno strano set acustico, suonato con dei bonghi, si tiene alla Worth Abbey di Crawley, il 18 dicembre 1976; due giorni dopo suonano alla loro scuola, con il ruolo del cantante preso da Martin Creasy, un giornalista locale. Il concerto è un disastro e spinge la band a cambiare nome, così, nel gennaio 1977, diventano gli Easy Cure, dal titolo di un brano composto da Tolhurst. Intanto, dopo aver cambiato senza successo vari cantanti, è lo stesso Robert Smith a prendere definitivamente il microfono in mano.
L'album d'esordio, uscito nel 1979, per una sussidiaria della casa discografica Polydor, la neonata Fiction Records (creata quasi apposta per loro dal discografico Chris Parry, con cui il gruppo aveva firmato il 13 settembre 1978), si intitola Three Imaginary Boys. Sono chiari in questo lavoro gli influssi giovanili della band, come il punk e l'art rock di David Bowie, ma sono già presenti in nuce i tratti tipici di una musica introspettiva e minimalista - su tutte la title track, Three Imaginary Boys - che prenderanno il sopravvento negli album successivi. Spicca anche il nonsense di So What?, in cui Robert Smith, ubriaco e incapace di farsi venire in mente un testo, legge al microfono la pubblicità di un set per decorare le torte da una confezione di zucchero. Negli anni successivi, Smith si dirà pubblicamente insoddisfatto dell'album, registrato senza la necessaria libertà artistica (data la forte presenza di Chris Parry e di Mike Hedges), ma soprattutto con l'inesperienza e la scarsa maturità artistica del trio:
In giugno esce il secondo singolo, Boys Don't Cry:
Boys Don't Cry (accanto alle relativamente più recenti Lullaby e Close to Me) è forse la canzone in assoluto più famosa del gruppo. Il mese dopo, Robert Smith si prende una pausa dalla sua band e, oltre a produrre un disco degli Obtainers, un gruppo di undicenni che cantano a cappella, registra un singolo sotto il nome di «The Cult Heroes», avvalendosi dell'aiuto, per la voce, di un postino di Horley, tale Frank Bell. La mossa fu concepita da Smith anche per suonare con Simon Gallup, allora bassista dei Magspies e suo amico da qualche tempo. Le sessions di registrazione in studio sono tutt'altro che serie e all'insegna della concentrazione: partecipano anche Porl Thompson, Janet Smith (sorella di Robert), e un'altra dozzina di persone di Horley, tutte lì per divertirsi. Il singolo I'm a Cult Hero/I Dig You, però, va sorprendentemente bene in Canada, vendendo 35.000 copie.
Intanto, sul palco, i Cure continuano a farsi le ossa, suonando come gruppo di supporto per band come Wire, Generation X, The Police e Joy Division. Il 3 agosto 1979, in particolare, Robert Smith incontra una band con cui instaurerà un duraturo rapporto di collaborazione e amicizia: Siouxsie and The Banshees. Tra i due gruppi nascerà un rapporto personale profondo e una simbiosi artistica molto creativa: poco dopo, infatti, ha inizio un tour, in cui i Cure suonano come band di supporto per la formazione di Siouxsie (al secolo Susan Ballion). Il mese seguente, però, ad Aberdeen, improvvisamente, il batterista e il chitarrista dei Banshees abbandonano il gruppo e, dopo qualche audizione insoddisfacente, Robert Smith viene scelto come chitarrista per il prosieguo del tour. Anche Lol Tolhurst si offre per il ruolo di batterista, ma Siouxsie Sioux e Steven Severin, i Banshees rimanenti, gli preferiscono Budgie dei The Slits.
Dopo la pubblicazione, a novembre, del terzo singolo, Jumping Someone Else's Train, Dempsey, sempre più insofferente verso l'atteggiamento autoritario di Robert Smith e distaccato dalla coppia Smith-Tolhurst, amici d'infanzia, viene sostituito da Simon Gallup:
Anche in futuro, la band oscillerà sempre tra i quattro e i cinque componenti (toccando un massimo di sei membri nelle esibizioni dal vivo), e questa costante instabilità nella formazione andrà a costituire uno dei tratti distintivi del gruppo.
Tornati insieme, Smith e Tolhurst (nel frattempo convertitosi alle tastiere) abbandoneranno, anche se non del tutto, l'impronta dark, ritrovando uno stile più leggero e allegro, spinti da Parry:
Con il turnista Steve Goulding alla batteria viene registrata Let's Go to Bed, una divagazione synth-pop che esce come singolo, nel novembre 1982. Intanto Smith torna a suonare con i Banshees, provocando la disapprovazione di Parry.
Incomincia in questo periodo anche la longeva collaborazione del gruppo con Tim Pope, storico regista che trasformerà tutti i singoli in colorati e psichedelici videoclip.
La parentesi dei Glove
Tra marzo e maggio 1983, Robert Smith torna al lavoro per un progetto parallelo, insieme al bassista dei Banshees, Steven Severin, chiamato The Glove, che produrrà un album (Blue Sunshine, uscito in settembre) e due singoli (Like an Animal e Punish Me with Kisses): a causa dell'esclusiva contrattuale come The Cure, Robert Smith non può però esserne il cantante ufficiale, così per le parti vocali viene chiamata Jeanette Landray, fidanzata di Budgie, e Smith canta solo due brani, Mr. Alphabet Says e Perfect Murder. L'esperienza viene descritta come alienante dallo stesso Smith:
Japanese Whispers
Subito dopo, i Cure (Smith e Tolhurst) registrano, con lo stesso spirito di Let's Go to Bed, il nuovo singolo The Walk che, sorprendentemente, entra nella Top 20 britannica. Viene programmata anche una serie di concerti, per la qual cosa si rende necessaria una vera band: vengono reclutati alla batteria Andy Anderson dei Brilliant e al basso Phil Thornalley, produttore discografico, che aveva già firmato Pornography. Una volta ritrovata la scintilla con i nuovi concerti, il gruppo, con la nuova formazione, torna in studio, in Francia, per registrare The Lovecats:
La canzone nasce dopo la visione del film Gli aristogatti e viene pubblicata in ottobre. Alla fine del 1983 viene pubblicato Japanese Whispers, un long playing che raccoglie tutti e tre i precedenti singoli, con i rispettivi lati B, in un unico disco.
In novembre, poi, viene pubblicato il primo album live e DVD Nocturne, di Siouxsie and the banshees con Robert Smith alla chitarra.
The Top
L'anno successivo esce The Top (1984), visto da molti come il lavoro più eclettico e vario della band, che vede anche il ritorno in formazione di Porl Thompson. In questo periodo Robert Smith si sottopone ad un'incredibile mole di attività e stress: ancora in formazione con Siouxsie and the Banshees, che registrano contemporaneamente il loro nuovo album Hyæna, si fa carico della composizione di tutti i brani e di suonare quasi ogni strumento nel nuovo disco della band (Phil Thornalley era in Australia con i Duran Duran), ricorrendo frequentemente all'uso di droghe. In ottobre, poi, viene pubblicato anche il primo live, Concert: The Cure Live, che comprende anche come bonus tracks alcuni demo dei primi anni della band.
Durante il «Top Tour», però, sorgono problemi con Andy Anderson, gravemente dedito all'alcool. In Giappone, dopo una nottata tremenda in albergo, in cui, ubriaco, aggredisce gli altri membri della band, Anderson viene cacciato dal gruppo. Al suo posto viene contattato temporaneamente Vince Ely degli Psychedelic Furs e, dopo una decina di date, Boris Williams dei Thompson Twins, su proposta di Thornalley. In quello stesso tour, il 26 maggio, Robert Smith lascia definitivamente i Banshees:
Alla fine del tour, anche Phil Thornalley lascia il gruppo, per suonare da solista, nonostante le richieste degli altri di rimanere:
Per sostituirlo, Smith decide di richiamare Simon Gallup (che intanto suonava in un'altra band, i Fools Dance) il quale accetta la proposta, dimenticando definitivamente i dissapori di tre anni prima.
Il successo commerciale
I nuovi Cure (Smith/Tolhurst/Gallup/Thompson/Williams) pubblicano quindi un nuovo album di studio, The Head on the Door del 1985, che rappresenta il primo grande successo commerciale della band: ognuno era felice e le sessions di registrazione erano contraddistinte da feste continue.
Da questo album vengono estratti due singoli di successo, Inbetween Days e Close to Me (grazie ai quali i Cure si affermano anche in Italia), canzoni volutamente più leggere, i cui video vengono curati sempre da Tim Pope. Il video per Inbetween Days è una visione caleidoscopica, che comprende una serie di grotteschi calzini colorati danzanti intorno alla band, ripresa in una sorta di negativo blu, con colori fluorescenti, mentre quello per Close to Me, inizialmente censurato dai media, vede i componenti del gruppo che interpretano il brano con strumenti di fortuna (Thompson, ad esempio, invece di una tastiera suona un pettine), chiusi in un armadio che cade dalla cima di una scogliera.
Un ulteriore passo verso la celebrità i Cure lo compiono con la raccolta di singoli Standing on a Beach - The Singles 1978-1985 del 1986. Per l'occasione, viene effettuata una nuova registrazione di Boys Don't Cry, che uscirà anche come maxi singolo insieme ad altri due brani, Do the Hansa e Pillbox Tales. Come accennato in una nota nell'introduzione, la versione su CD dello stesso album è intitolata Staring at the Sea e contiene alcuni pezzi in più, mentre la versione su musicassetta contiene anche tutte le B-sides dei singoli. L'operazione commerciale viene completata dalla pubblicazione di una VHS con tutti i video fino ad allora realizzati dal gruppo, intitolata Staring at the Sea - The Images.
Per celebrare questo periodo di successi, il concerto del 9 agosto all'anfiteatro romano di Orange, in Provenza, viene filmato e distribuito nei cinema, l'anno successivo, come The Cure in Orange. A causa del basso budget, le riprese vennero divise in due giorni: le scene live furono girate di sabato, durante il concerto, ma i primi piani furono fatti la domenica, durante una falsa performance. Ha scritto il Melody Maker:
La maturità artistica e la consacrazione internazionale (1987-1997)
Robert Smith, però, non vuole arrendersi, dopo il mezzo fallimento di Wild Mood Swings, e così, dopo Galore, cominciano i lavori per il nuovo album di studio. Dopo alcuni demo, orientati verso un rock piuttosto elettronico e alquanto pesante, arriva una svolta soft-acustica e il risultato è Bloodflowers, pubblicato nel 2000, con i brani di punta Maybe Someday e Out of This World. Smith considera il disco, nominato come Wish per un Grammy Award nella categoria "Best Alternative Music Performance", come parte di una ideale "trilogia gotica", dilatata nel tempo, iniziata con Pornography e continuata da Disintegration, annunciando ripetutamente che il nuovo lavoro segna la fine dei Cure:
Bloodflowers si rivela un grande successo di critica (anche se le vendite non decollano più di tanto), mentre l'energico "Dream Tour" che seguirà rivitalizza l'impegno del cantante verso la band.
L'omonimo album The Cure e l'addio alla Fiction Records
Nel 2001, esce quindi un Greatest Hits, che segna l'addio della band all'etichetta di sempre, la Fiction. Il 2002 vede i Cure suonare in giro per l'Europa, in particolare a Berlino, dove, a novembre, ripropongono per intero i tre album della trilogia gotica: due concerti verranno riproposti in DVD, l'anno successivo, con l'appropriato titolo di Trilogy.
Questo epico progetto live doveva, nelle intenzioni di Smith, porre definitivamente fine ai Cure finalmente in un modo degno e dargli modo di dare spazio alla sua carriera da solista; tuttavia è anche grazie a Ross Robinson (già produttore di Korn e Slipknot) e alle sue pressioni che i Cure si ritrovano, nel 2003, per registrare un nuovo album. Sotto la guida del guru nu metal (per la prima volta dopo il disco d'esordio, la produzione non è interamente lasciata a Robert) viene inciso e pubblicato The Cure, che, nel 2004, segna l'esordio della band con la nuova etichetta, la Geffen Records. Il disco presenta un sound generalmente pop, a parte pezzi più duri, come Lost e The Promise, e si differenzia dai precedenti long playing per non avere un sound unico nel suo genere: il disco sembra infatti offrire una panoramica dell'intero repertorio del gruppo, riscuotendo un discreto successo commerciale anche fra i nuovi fan con il pezzo The End of the World, uscito anche su singolo, seguito da un secondo estratto, Taking Off, meno famoso, ma contenente l'inedito Why Can't I Be Me?, il cui titolo allude chiaramente al successo di metà anni ottanta, Why Can't I Be You?, primo singolo tratto da Kiss Me Kiss Me Kiss Me.
Per promuovere l'album il gruppo crea un festival itinerante, chiamato "Curiosa Festival", che mette in mostra alcune band personalmente scelte da Robert Smith, come Melissa Auf der Maur, Hot Hot Heat, Muse e The Cooper Temple Clause. A fare da co-headliner insieme ai Cure sono Interpol, The Rapture e Mogwai, tre band di cui più volte negli anni Smith ha ammesso di essere appassionato. Per grande disappunto dei fan europei, però, il festival si svolge solo su suolo americano.
Il lavoro esce, oltre che nei consueti formati CD e MC, anche come doppio LP in vinile, con tre brani in più rispetto al compact disc e alla cassetta. Di questi, This Morning e Fake vengono aggiunti sul CD singolo di The End of the World, con tanto di testi riprodotti nel mini-booklet del CD singolo, di solito completamente spoglio, mentre una terza canzone rimane confinata, nella sua versione originale, al solo vinile, e una sua esecuzione demo, con la traccia vocale appena abbozzata, viene inserita anche nell'edizione deluxe del CD. Per un totale di 19 pezzi, distribuiti nelle varie versioni in vinile, compact disc, CD deluxe, MC e CD singoli, le sessions di The Cure danno vita ad una tracklisting molto lunga, i cui brani non contenuti tra le 12 canzoni della tracklisting del CD, quello più diffuso, ricevono tanti consensi quanti rifiuti: a detta di molti fan, le tracce non incluse nel lavoro sarebbero dovute apparirvi, al posto di episodi meno fortunati, mentre secondo i detrattori le capacità compositive della band si starebbero esaurendo, se i Cure devono ricorrere all'espediente commerciale di lasciare una traccia soltanto in un'edizione limitata in vinile per spingerne le vendite (vedi i commenti negativi già ricevuti da Robert Smith per aver indossato la T-shirt auto-pubblicitaria con la scritta «The 13th» nel concerto romano per Wild Mood Swings).
Sempre nel 2004, prima di The Cure, esce Join the Dots: B-sides and Rarities, 1978-2001 (The Fiction Years), citata raccolta di lati B e rarità , appartenenti al periodo-Fiction, compreso tra 1978 e 2001, molto apprezzata dai fan, di cui si era cominciato a parlare già dal 1997.
Dopo le fatiche di 4:13 Dream, che a cavallo tra il 2007 e il 2008 li hanno portati anche a tornare a suonare in Asia (per la prima volta dal 1984), nel 2010 il gruppo si prende un periodo di pausa prolungato, in cui Smith si dedica di nuovo (come sette anni prima) ad alcune collaborazioni. L'unico avvenimento degno di nota è l'uscita della deluxe edition di Disintegration che, comprende, oltre al solito cd di rarità , un terzo cd con una versione rimasterizzata ed espansa del live Entreat.
Nell'anno successivo, in occasione del festival "VIVID Live", i Cure, per l'occasione composti solo da Smith, Gallup e Cooper, ripropongono in concerto i primi tre album in successione, affiancati dai vecchi membri O'Donnell (per Seventeen Seconds e Faith) e Tolhurst (per Faith), richiamati per l'occasione, dimostrando di avere definitivamente raddrizzato i rapporti con i due, con i quali c'erano state delle separazioni amare . Mentre per Tolhurst questo ha rappresentato solo un "tuffo nel passato", una parentesi, si è scoperto in seguito che O'Donnell è rientrato definitivamente nella formazione, in occasione del concerto tenuto al Bestival nel settembre 2011 al quale ha partecipato anche lui, tra la sorpresa generale . Lo spettacolo è stato pubblicato poi pochi mesi dopo come disco dal vivo col titolo Bestival Live 2011; la seconda assenza di fila dal palco di Porl Thompson aveva fatto nascere speculazioni che egli avesse lasciato di nuovo: i sospetti sono stati confermati dal libretto di accompagnamento, che presenta il gruppo come "Smith/Gallup/Cooper/O'Donnell".
Continuano a non esserci notizie riguardo un eventuale ritorno in studio per un nuovo album; in un'intervista a Radio Devon del 12 settembre, O'Donnell si è limitato a dire "molte persone saranno molto molto molto felici tra non molto tempo" .
Aneddotica
Il 3 dicembre 1978, Lol ebbe un "incontro ravvicinato" con Billy Idol dei Generation X:
Il 25 maggio 1980, l'intera band è stata arrestata dalla polizia olandese, per aver fatto il bagno in una spiaggia con il divieto di balneazione.
I membri del gruppo, in particolare Robert Smith, sono molto amici di Ray Cokes, il presentatore TV inglese: i Cure hanno suonato infatti al suo matrimonio, a Saint Tropez, il 19 settembre 1998 (per ulteriori informazioni, vedi e ) e sono stati ospiti nell'ultima puntata del suo programma "MTV's Most Wanted", il 15 dicembre 1995, suonando live nello studio di MTV.
Le copertine dei singoli Charlotte Sometimes del 1981 e Pictures of You del 1990 presentano la stessa immagine di Mary Poole, la fidanzata di Smith (diventata sua moglie nel 1988): nel primo caso, l'immagine è fortemente distorta, mentre nel secondo, la si può vedere chiaramente. Inoltre, la copertina dell'album The Head on the Door del 1985 è costituita da una fotografia distorta di Janet Smith, sorella di Robert Smith.
Robert Smith e Simon Gallup sono accaniti tifosi di calcio: le loro squadre preferite sono, rispettivamente, i Queens Park Rangers e il Reading. Durante i loro tour, i Cure fanno sempre in modo che i concerti non coincidano mai con le eventuali partite dell'Inghilterra.
Robert Smith si è detto una volta tanto disinteressato delle fortune commerciali dei Cure da annunciare, non si sa quanto seriamente, che non appena i Cure avessero raggiunto il Numero 1 nelle classifiche, avrebbe sciolto la band. Ha tuttavia disatteso questa promessa nel 1992, quando il long playing Wish è entrato nella relativa classifica britannica direttamente alla prima posizione.
Nonostante la posizione di preminenza assoluta di Robert Smith nella band, il processo creativo è, a detta dei membri, molto democratico: ognuno porta le sue idee e quelle giudicate collettivamente migliori vengono sviluppate in vere canzoni. Esempi di ciò si possono vedere in Kiss Me Kiss Me Kiss Me, che contiene input provenienti da ciascuno dei membri, così come in Disintegration (Untitled ), in Wish (Wendy Time e Trust), in Wild Mood Swings (This Is a Lie e Club America), in Bloodflowers (The Last Day of Summer) e, infine, in The Cure (Anniversary).
Tutti i membri della band sono generalmente accreditati come compositori delle musiche. Così non è invece per quanto riguarda i testi, che sono esclusivamente opera di Robert Smith.
La creatività di Smith nella composizione dei testi è fortemente influenzata dalla letteratura e tra gli artisti a cui Robert Smith si è ispirato di più, sono da annoverare: Albert Camus (per Killing an Arab), Charles Baudelaire (per How Beautiful You Are), Franz Kafka (per At Night), Dylan Thomas (per Birdmad Girl), Samuel Taylor Coleridge (per A Foolish Arrangement), Christina Rossetti (per Treasure) e, infine, Percy Bysshe Shelley (per Adonais).
Quando gli è stato chiesto cosa volesse fosse scritto sul suo epitaffio, il cantante ha risposto:
Concerti
Alla fine del 2008, i Cure hanno tenuto 1263 concerti (più 8 date di cui non si hanno notizie certe):
845 (più 6 incerti) in Europa;
81 (più 1) in Oceania;
331 (più 1) in Nord e Centroamerica;
12 in Sudamerica;
6 in Asia.
Ecco la lista dei tour ufficiali intrapresi dal gruppo, con tutte le nazioni di volta in volta visitate:
1979
"Three Imaginary Boys Tour": Regno Unito
"Join Hands Tour" (come supporto a Siouxsie and The Banshees): Regno Unito, Paesi Bassi
"Future Pastimes Tour": Regno Unito
1980
"Seventeen Seconds Tour": Regno Unito, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Germania
"Get a Dose of the Cure Tour": Nuova Zelanda, Australia
"The Primary Tour": Regno Unito
1981
"Picture Tour": Regno Unito, Irlanda, Belgio, Germania, Paesi Bassi, Stati Uniti d'America, Nuova Zelanda, Australia, Canada, Francia
"Eight Appearances Tour": Regno Unito
1982
"Fourteen Explicit Moments Tour": Regno Unito
"The Pornography Tour": Paesi Bassi, Belgio, Germania, Francia, Svizzera, Lussemburgo
1984
"The Top Tour": Regno Unito, Belgio, Francia, Svizzera, Germania, Italia, Nuova Zelanda, Australia, Giappone, Stati Uniti d'America, Canada
1985
"The Head Tour": Regno Unito, Canada, Stati Uniti d'America, Francia, Belgio, Germania, Paesi Bassi, Italia
1986
"The Beach Party Tour": Stati Uniti d'America, Canada, Spagna, Francia
1987
"The Kissing Tour": Canada, Stati Uniti d'America, Norvegia, Svezia, Danimarca, Germania, Belgio, Francia, Paesi Bassi, Svizzera, Spagna, Italia, Regno Unito
1989
"The Prayer Tour": Danimarca, Svezia, Norvegia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Svizzera, Yugoslavia, Austria, Ungheria, Grecia, Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Regno Unito, Stati Uniti d'America, Canada
1990
"The Pleasure Trips": Francia, Regno Unito, Austria, Svizzera, Belgio, Repubblica Ceca, Repubblica Democratica Tedesca
1992
"The Warm-Up Tour": Regno Unito
"The Wish Tour": Stati Uniti d'America, Messico, Canada, Nuova Zelanda, Australia, Norvegia, Finlandia, Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Austria, Svizzera, Francia, Italia, Spagna, Regno Unito, Irlanda
1995
"The Team Tour": Grecia, Italia, Germania, Regno Unito, Danimarca, Belgio, Francia, Portogallo, Svizzera, Spagna
1996
"The Swing Tour": Regno Unito, Irlanda, Finlandia, Svezia, Stati Uniti d'America, Canada, Paesi Bassi, Francia, Svizzera, Italia, Spagna, Belgio, Germania, Polonia, Austria, Repubblica Ceca
1997
"Radio Festivals Tour": Stati Uniti d'America
2000
"The Dream Tour": Spagna, Francia, Svizzera, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Paesi Bassi, Regno Unito, Italia, Stati Uniti d'America, Canada, Belgio, Australia
2004
"The Curiosa Festival Tour": Stati Uniti d'America, Canada
"An Evening with the Cure Tour": Stati Uniti d'America, Messico
2007-2008
"4Tour World Tour": Giappone, Cina, Singapore, Australia, Nuova Zelanda, Messico, Svezia, Norvegia, Danimarca, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Svizzera, Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Paesi Bassi, Regno Unito, Stati Uniti d'America
Forever
Una particolare canzone, Forever, esiste solamente in versione live: non ha un testo prefissato e, per ogni esecuzione, Robert Smith inventa un testo diverso. Probabilmente, è stata eseguita per la prima volta il 31 maggio 1980, a Herford. Il testo di quella performance originaria era costituito da un augurio per Simon Gallup, il cui compleanno ricorreva il giorno seguente. Ne esistono tantissime versioni famose, come quella del 7 giugno 1982, eseguita a Parigi, della durata di 11 minuti, riconosciuta tra i fan per il suo verso più significativo, che recita: «All I have to do is kill her» ('Non devo far altro che ucciderla').
L'abitudine di Robert Smith di reinventare i suoi stessi testi non si limita a Forever: molte canzoni, durante i concerti, vengono più o meno riscritte, vuoi per mancanza di memoria, vuoi per improvvisazione. Due brani ai quali, nelle rispettive esecuzioni live, viene aggiunta quasi sempre una coda di testo inedito sono A Forest e Faith. Nel 1996, inoltre, la band era solita creare dei medley con altre melodie (tra cui: Theme from New York, New York, Mission Impossible Theme, Young at Heart, God Save the Queen, l'Inno alla gioia dalla nona sinfonia di Beethoven), eseguiti operando variazioni di ritmo durante la performance della popolare Why Can't I Be You?.
Testi in fieri
Nei CD bonus allegati alle ristampe rimasterizzate degli album di studio dei Cure, è possibile seguire, a grandi linee, il modo di comporre di Smith: partendo da un'improvvisazione con parole farfugliate o appena comprensibili, oppure tramite un mix, più o meno privo di senso, ottenuto unendo insieme i titoli di altre canzoni della band, il cantante butta giù un abbozzo meramente parziale di quella che poi costituirà la trama ritmica del suo cantato. Smith ha dichiarato che scrive testi e musiche separatamente:
Questo processo, che sembra essere abbastanza abitudinario, è particolarmente visibile nei pezzi inediti di The Head on the Door, quelli cioè non inseriti nella tracklisting originaria, bensì soltanto sui lati B dei due singoli Close to Me e Inbetween Days (per esempio, The Exploding Boy o A Few Hours After This, i cui testi provvisori non hanno veramente nulla a che vedere con quelle che poi diventeranno le versioni definitive).
Impatto sulla cultura popolare
I Cure sono stati una delle prime band alternative ad avere successo, in un'era in cui l'alternative rock era ancora un genere di nicchia. Nel 1992 NME scrive: «[negli anni ottanta] i Cure sono diventati una macchina di successi goth (19 ad oggi), un fenomeno internazionale e, sì, la band alternative con più successo che si sia mai trascinata svogliatamente su questa Terra».New Musical Express, 18 aprile 1992
Numerosissime band hanno pagato omaggio nel corso degli anni a Smith e compagni, a cominciare dalle influenze più riconosciute dalla critica, come Interpol, My Chemical Romance e Placebo, che Smith accoglie con benevolenzaSpin, novembre 2005, fino a gruppi "insospettabili" come Red Hot Chili Peppers, Korn, The Raveonettes, The Dandy Warhols, che hanno nel tempo riproposto come cover vari brani dei Cure. Sono inoltre numerosi i tribute album veri e propri.
Un'altra band che ha subito una forte influenza dai Cure è quella dei Deftones,
ritenuti insieme ai Korn i fondatori del movimento nu metal, che con l'album White Pony, ritenuto insieme al precedente Around the Fur il loro capolavoro, ha deciso di incorporare nel proprio sound elementi di post-punk e new wave.
Vari riferimenti ai Cure sono presenti nella cultura popolare: i film Boys Don't Cry e Se solo fosse vero (in originale Just Like Heaven) sono intitolati come le due famose canzoni e nel film Ragazze le due protagoniste sono due amiche fan dei Cure di vecchia data; nella colonna sonora sono presenti varie canzoni e il gruppo viene anche nominato nel film stesso. Smith ha partecipato di persona come guest star al popolare cartone animato South Park, nell'episodio Mecha-Streisand, in cui salva il mondo da una Barbra Streisand trasformatasi in un gigantesco mostro metallico. In quel periodo era in studio per la registrazione di Bloodflowers, quindi le sue parti di doppiaggio sono registrate tramite telefono.South Park: The Complete First Season DVD, commento all'episodio di Trey Parker e Matt Stone
I capelli (e l'acconciatura arruffata e cespugliosa) di Robert Smith sono diventati con gli anni parte del personaggio, tanto che quando nel 1992 egli se li è accorciati, in corrispondenza dell'uscita di Wish, MTV lo ha annunciato nel suo telegiornale e la radio di Toronto The Edge 102.1 lo ha classificato al numero 43 nella sua classifica dei "100 momenti più scioccanti nella storia del rock". Gli accorgimenti che usa per tenerli in questo modo sono diventati col tempo una domanda cui egli si è dovuto abituare a rispondere, seppur con crescente fastidio.
Laurence (Lol) Tolhurst (batteria, tastiere, altri strumenti) - 1976-1989
Porl Thompson (chitarre, sassofono, tastiere) - 1976-1978, 1983-1993 e 2005-2011Thompson ha anche partecipato alle sessioni di registrazione dell'album The Cure del 2004, suonando nelle uniche cinque canzoni poi non finite nell'album; lo ha rivelato Smith durante alcune interviste promozionali dell'epoca (vedi )
Michael Dempsey (basso, voce) - 1976-1979
Matthieu Hartley (tastiere) - 1980
Phil Thornalley (basso) - 1983-1984
Andy Anderson (batteria) - 1983-1984
Boris Williams (batteria) - 1984-1993Ha anche partecipato alla session acustica del Greatest Hits suonando le percussioni nel 2001
Perry Bamonte (tastiere, chitarre, basso a sei corde) - 1990-2005
Siouxsie Sioux dei Siouxsie and The Banshees: cori di sottofondo in I'm Cold
Steven Severin dei Siouxsie and The Banshees: basso in Lament (Flexipop Version)
Caroline Crawley degli Shelleyan Orphan: cori di sottofondo in Halo
Reeves Gabrels, chitarrista di David Bowie: chitarra in Wrong Number
Saffron dei Republica: cori di sottofondo in Just Say Yes
Placebo: i due gruppi hanno suonato insieme If Only Tonight We Could Sleep, in un concerto del 2004
KoЯn: i due gruppi hanno suonato insieme un medley di Make Me Bad/Inbetween Days nel 2006 (la performance è stata poi pubblicata nell'MTV Unplugged: Korn)
N.B. Per le collaborazioni di Robert Smith in qualità di solista (come, per esempio, quelle con Billy Corgan, Blink 182, Faithless, Junior Jack, etc.), vedi la voce dedicata a Robert Smith.