In italiano l'attuale norma ortografica prevede l'uso dell'apostrofo in presenza di tre fenomeni linguistici:
# l'elisione, dov'è sempre obbligatorio;
# in taluni casi di troncamento ben codificati;
# nelle aferesi, soprattutto per gli accorciamenti delle date scritti in numeri, ad esempio il '68.
Di particolare importanza è la presenza dell'apostrofo con gli articoli indeterminativi in contesti in cui il sostantivo non determina il genere del soggetto attraverso la desinenza: scrivere un artista indica che quel un è troncamento di uno e quindi l'artista è un uomo; scrivere un'artista, invece, indica che quel un è elisione di una e quindi che l'artista è una donna.
Altre volte, invece, l'apostrofo viene messo a sproposito laddove si tratta di semplici troncamenti, dando origine ad alcuni dei più diffusi errori ortografici come , ecc., che si possono scrivere solamente senza apostrofo (quindi: qual è e fin ora).
L'apostrofo nella lingua inglese
Nell'inglese l'apostrofo viene usato in diversi contesti:
come abbreviazione: ad esempio gov't per government, li'l per little, playin' per playing oppure '70s per 1970s.
come contrazione: ad esempio can't per cannot o per forme come don't per do not e won't per will not.
come possessivo nel genitivo sassone: ad esempio John's car per The car John owns.
in poesia come eliminazione di una vocale muta, solitamente una ''e, che quindi non deve venire pronunciata e fa diminuire di una il conteggio delle sillabe. Generalmente la lettera eliminata è quella del suffisso -ed della forma passata dei verbi come si può vedere in questo esempio, tratto dal poema Alexanders Feast'' di John Dryden.
:The many rend the skies with loud applause;
:So Love was crown'd, but Music won the cause.
:The prince, unable to conceal his pain,
:Gaz'd on the fair
:Who caus'd his care,
:And sigh'd and look'd, sigh'd and look'd,
:Sigh'd and look'd, and sigh'd again:
:At length, with love and wine at once oppress'd,
:The vanquish'd victor sunk upon her breast.