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Mia Martini
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1989 - Donna
«È un'incognita ogni sera mia,
un'attesa pare un'agonia
Troppe volte vorrei dirti no,
e poi ti vedo e tanta forza non ce l'ho.
Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no
Le mani tue, strumenti su di me,
che dirigi da maestro esperto quale sei»

Mia Martini, pseudonimo di Domenica Berté, cantante italiana è nata a Bagnara Calabra il 20 settembre del 1947 ed è morta il 12 maggio del 1995.
Donna tormentata, ma raffinata e intensa interprete riconosciuta come una delle voci più belle e significative della musica leggera pop italiana , vantò una lunga carriera artistica che ebbe inizio nel 1963, semplicemente come Mimì Berté. Il produttore discografico e autore Carlo Alberto Rossi la volle lanciare come ragazza yè-yè; tuttavia, il successo che trovò in questa veste, sebbene molto lusinghiero per una debuttante, durò ben poco, e dopo alcuni anni di oblio riapparve sulle scene, nel 1971, col nuovo pseudonimo di Mia Martini. Oltre la collina, il suo primo album (giudicato tra i migliori lavori mai realizzati da una donna ), conteneva parecchie cover straniere, per l'epoca molto all'avanguardia per arrangiamenti, tematiche e cantato. Successi come Piccolo uomo, Minuetto, Donna sola, Inno, Padre davvero, Per amarti, l'affermarono come una delle migliori interpreti degli anni settanta, decennio nel quale raggiunse una grande popolarità nazionale e internazionale . Nel 1977 fu decisivo il sodalizio artistico e sentimentale col cantautore Ivano Fossati, il quale segnò per sempre il suo percorso umano e professionale, malgrado una relazione assai tormentata. Nel 1982 partecipò per la prima volta al Festival di Sanremo con E non finisce mica il cielo, sempre di Ivano Fossati. In quell'edizione i giornalisti istituirono appositamente per lei il Premio della Critica, oggi intitolato a suo nome. Nello stesso 1982 uscì un altro suo grande successo, di cui lei stessa aveva scritto le parole insieme a Shel Shapiro: Quante volte. La sua carriera e la sua vita privata furono segnate da una serie di maldicenze a sfondo superstizioso in seno allo stesso mondo dello spettacolo e addetti ai lavori che la ostacolarono ed emarginarono per diversi anni , portandola al ritiro dalle scene verso la metà degli anni ottanta. Grazie al suo talento interpretativo, la cantante tornò alla ribalta riaffermandosi con un consenso ancora maggiore : nel 1989 partecipa al Festival di Sanremo col brano Almeno tu nell'universo, che divenne un classico e segnò la sua grande consacrazione. Negli anni novanta è ancora protagonista di altri grandi successi come La nevicata del '56, Gli uomini non cambiano (presentati sempre a Sanremo) e Cu 'mmè, duetto con Roberto Murolo che rilanciò la canzone napoletana. Morì a soli quarantasette anni in circostanze mai del tutto chiarite, probabilmente legate al consumo di stupefacenti. Fu trovata priva di vita nella sua abitazione dopo almeno due giorni dal decesso. Nel corso della sua carriera, durata ben trentadue anni, ha interpretato brani in lingua: italiana, inglese, francese, spagnola, portoghese, tedesca e greca. Con la sua voce dal timbro ben riconoscibile, per potenza e impatto emotivo, cantò il meglio della canzone d'autore italiana ed internazionale, collaborando con alcuni tra i più grossi nomi del panorama musicale, non solo italiano. Per lei hanno scritto, tra gli altri, Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Gianni Bella, Lucio Battisti, Dario Baldan Bembo, Franco Califano, Mimmo Cavallo, Riccardo Cocciante, Paolo Conte, Fabrizio De André, Francesco De Gregori, Ivano Fossati, Enzo Gragnaniello, Bruno Lauzi, Mango, Armando Mango, Amedeo Minghi, Mariella Nava, Maurizio Piccoli, Paolo Amerigo Cassella, Alberto Salerno, Maurizio Fabrizio, Salvatore Fabrizio, Guido Morra, Stefano Rosso, Enrico Ruggeri, Shel Shapiro, Antonello Venditti, Franca Evangelisti, Antonello De Sanctis, Luigi Albertelli, Roberto Soffici, Andrea Lo Vecchio.

Biografia

L'infanzia

Domenica Bertè era nata a Bagnara Calabra in provincia di Reggio Calabria il 20 settembre 1947, secondogenita di quattro figlie: la maggiore, Leda, nata nel 1945, le più giovani Loredana (1950) - anch'essa divenuta famosa come cantante - e Olivia (1957). Il padre, Giuseppe Radames Bertè (1921), un insegnante di latino e greco, si era trasferito nelle Marche per motivi di lavoro, trascorse parte del soggiorno in questa regione nel comune di San Ginesio dove insegnò presso l'Istituto Magistrale "Alberico Gentili", poi si trasferì divenendo preside di liceo, mentre la madre Maria Salvina Dato, morta nel 2003, faceva la maestra elementare. "Mimì" (così era chiamata in famiglia) trascorse l'infanzia nel maceratese a Porto Recanati, e il mondo della canzone italiana di allora (dominato in maniera indelebile dalla incredibile diffusione della radiofonia che a quei tempi prendeva il posto della televisione, non ancora nata in Italia) per lei diventava sempre più un qualcosa di irrinunciabile nonché di assai coinvolgente. Decide quindi di intraprendere una specie di carriera semi-dilettantistica come ragazzina cantante all'interno di balere e feste, e dopo aver effettuato diverse serate come cantante intrattenitrice, ed aver tentato alcuni piccoli concorsi per voci nuove, nel 1962 convinse la madre ad accompagnarla a Milano in cerca di un provino, in modo da poter ottenere alla fine un contratto discografico.

Gli esordi: Mimì Berté

Il discografico Carlo Alberto Rossi fu l'unico disposto a metterla alla prova, e dopo poco tempo decise di lanciarla come ragazzina ye-ye secondo la moda musicale del momento, facendole incidere nel 1963 col suo vero nome, Mimì Berté, i primi 45 giri per la CAR Juke Box. A maggio del 1964 vinse il Festival di Bellaria, con Come puoi farlo tu ; raggiunse una certa notorietà con Il magone. Seguì una certa attenzione da parte di giornali e tv, nonché un altro discreto successo, Ed ora che abbiamo litigato, presentato nel 1964 a Teatro 10. I numerosi provini realizzati in quel periodo, in previsione di un album, rimasero nel cassetto per quasi trent'anni: Carlo Alberto Rossi auspicò una sua crescita musicale e la spinse a firmare per una casa discografica più grande, la Durium. Nel 1966 uscì il 45 giri Non sarà tardi / Quattro settimane (Roelens-Guardabassi), ma l'interesse del pubblico fu piuttosto scarso. Inoltre quell'immagine fin troppo leggera e scanzonata era assolutamente inadatta alla giovane Mimì che già allora si ispirava alla vocalità di Etta James e Aretha Franklin. Trasferitasi a Roma con la madre e le sorelle, tentò di emergere nuovamente assieme alla sorella Loredana e al suo amico Renato Fiacchini (successivamente Renato Zero), guadagnandosi da vivere con vari lavori, tra cui un modesto impiego presso il sindacato dei cantanti e dei cantautori. Nel 1969 scontò quattro mesi di carcere a Tempio Pausania per possesso di droghe leggere durante una serata in discoteca, che all'epoca erano perseguibili al pari delle altre forme di stupefacenti. Conseguentemente venne anche bloccata la pubblicazione del 45 giri Coriandoli spenti, inciso qualche mese prima e destinato a rimanere inedito per oltre trent'anni (oggi uno dei dischi più rari in assoluto) . Nel 1970 partecipò come corista, insieme alla sorella Loredana e ai "Cantori Moderni" di Alessandroni, al disco Per un pugno di samba, inciso durante il suo soggiorno a Roma da Chico Buarque de Hollanda, di cui la cantante sarà sempre grande estimatrice. Il pianista Toto Torquati convinse Mimì a tornare ad esibirsi affrontando un repertorio più congeniale al suo timbro vocale.

Gli anni settanta

Il successo: Mia Martini

L'incontro con il produttore discografico Alberigo Crocetta si rivelò determinante: il fondatore del Piper decise infatti di lanciarla subito in ambito internazionale attraverso un nuovo nome, "Mia Martini": Mia in onore di Mia Farrow, e Martini scelto fra i tre nomi italiani più famosi all'estero (spaghetti, pizza, e appunto Martini). Il look si fa più zingaresco, con i molti anelli e l'immancabile bombetta. Nel 1971 esce per la RCA Italiana Padre davvero, il primo brano pubblicato come Mia Martini e registrato col complesso La Macchina. Il testo (di cui l'autore è Antonello De Sanctis) tratta, appunto, del conflitto generazionale tra un padre violento e una figlia che si ribella e sfoga tutta la sua rabbia, e viene subito giudicato "dissacrante" e per questo censurato dalla Rai. Ma l'interpretazione, assolutamente innovativa, riscuote comunque parecchio interesse, tanto da ottenere la vittoria al Festival di Musica d'Avanguardia e Nuove Tendenze di Viareggio. Sul retro di questo primo 45 giri c'era Amore... amore... un corno, un altro brano d'impatto scritto da un giovanissimo Claudio Baglioni e da Antonio Coggio. Lo stesso Baglioni scrive anche Gesù è mio fratello (pubblicata su 45 giri, inaugura il suo filone spirituale) e la profetica Lacrime di marzo (facciata B del precedente), canzoni che trovano posto anche nell'LP Oltre la collina. L'album, il primo della cantante, pubblicato nel novembre 1971, è considerato tra i migliori lavori mai realizzati da una donna, nonché uno dei migliori della discografia d'autore . Oltre la collina è anche uno dei primi esempi di concept album italiani, il cui il filo conduttore sono la disperazione e la solitudine giovanile: l'LP affronta, infatti, tematiche quali la religiosità, la malattia ed il suicidio. Mia Martini ottiene anche l'attenzione di Lucio Battisti, che esprime il suo stupore dinanzi all'insolita vocalità, e la vuole nel suo unico special televisivo Tutti insieme, in cui Mia canta dal vivo Padre davvero... in versione censurata. Nel 1972 arriva il primo importante nonché decisivo salto di qualità. La Martini lascia la RCA per seguire Alberigo Crocetta alla Ricordi di Milano, dove riesce ad incidere Piccolo uomo (testo di Bruno Lauzi). Nonostante il pessimismo del compositore Dario Baldan Bembo, che voleva affidare il brano ad un'interprete più noto, Mia giunge al vertice della hit parade vincendo il Festivalbar. In autunno presenta alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia il 45 giri Donna sola, che si rivelerà il più venduto della rassegna e verrà premiato con la Gondola D'Oro. Inoltre, il secondo LP Nel mondo, una cosa dove spiccano la struggente Valsinha di Vinicius De Moraes, Madre, cover di John Lennon, e Amanti, viene premiato dalla critica come miglior LP del 1972. Nel 1973 esce un altro storico brano Minuetto, forse la canzone più rappresentativa dell'artista, scritto da Franco Califano e Dario Baldan Bembo, in assoluto il suo 45 giri più venduto . Bissa la vittoria al Festivalbar, ex aequo con Marcella Bella che spopola con Io domani. Ottiene l'ennesimo riscontro commerciale anche con il successivo LP dal titolo Il giorno dopo, in cui scopre Antonello Venditti che firma Ma quale amore, interpreta fra le altre un brano di Maurizio Fabrizio dal titolo Dove il cielo va a finire, nonché La malattia, sul tema allora insolito (e censuratissimo) della tossicodipendenza. I suoi dischi escono in vari paesi del mondo: registra i suoi successi in francese, tedesco e spagnolo, ottenendo consensi significativi anche all'estero, in particolare in Francia, dove viene paragonata ad Edith Piaf. Nel 1974 Mia Martini è considerata dalla critica europea la cantante dell'anno. Esce l'LP È proprio come vivere, in cui Mia firma Agapimu, con un testo curiosamente in greco. Inno ed ... E stelle stan piovendo vengono estratte come facciate A di uno stesso 45 giri, e infatti entrambe entrano in classifica. Le tematiche sono quelle dei successi precedenti, e cioè l'inquietudine, l'insicurezza e i sentimenti giovanili, resi particolarmente credibili dalla sensibilità della cantante. Nel mese di ottobre riceve dalla Ricordi il Disco d'oro per il milione di dischi venduti negli ultimi tre anni. Nel 1975 la Rai manda in onda il suo primo special intitolato semplicemente "Mia", con la partecipazione di Lino Capolicchio e Gabriella Ferri. Contemporaneamente il 45 giri Al mondo registra una buona entrata in classifica, grazie anche alla partecipazione, con questa canzone, alla rassegna canora Caravella dei successi. Riceve il Premio della Critica Europea a Palma de Mallorca per il brano Nevicate, estratto dall'LP Sensi e controsensi, uno dei più amati dall'artista, in cui compare anche Volesse il cielo di Vinicius De Moraes, registrata in presa diretta con un'orchestra di sessanta elementi. In estate esce su 45 giri una cover di Nicole Croisille intitolata Donna con te ("Une femme avec toi"), con cui la Martini partecipa al Festivalbar, riscuotendo un'ottima accoglienza, ma viene esclusa dalla serata finale poiché gli ultimi appuntamenti radiofonici e televisivi che l'avevano riguardata, erano stati giudicati dalla Rai sufficienti per la sua promozione. Viene proclamata miglior cantante donna dell'anno dal referendum "Vota la voce", indetto dal popolare settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, e in televisione è una dei protagonisti della "Compagnia stabile della canzone" con Gino Paoli, Gigliola Cinquetti, Riccardo Cocciante e Gianni Nazzaro. Proprio per i continui trionfi, la Ricordi obbliga Mia Martini a incidere canzoni di esclusiva edizione dell'etichetta stessa: dal momento che con quella voce, anche le canzoni più banali potevano diventare successi, nella logica dei discografici, non era necessario ricercare materiale estraneo all'etichetta, per generi e autori . In particolare, l'album Un altro giorno con me, pubblicato nell'autunno del 1975, risulta assai più commerciale dei precedenti: la Martini - molto contrariata dalla situazione - in questo caso aveva avuto la possibilità di incidere pochissimi brani, tra quelli che le interessavano davvero. Da segnalare, Questi miei pensieri e Milho verde, riproposte dal vivo fino agli anni novanta, ma anche Veni sonne di la muntagnella. Nel 1976 avrebbe dovuto partecipare al Festival di Sanremo col brano L'amore è il mio orizzonte, poi ugualmente pubblicato dalla Ricordi. In primavera la RCA le propone un'ottima offerta contrattuale che prevede, tra l'altro, l'assoluta libertà di scelta in fatto di repertorio: la cantante, che già da tempo meditava l'abbandono della sua casa discografica, decide di rescindere anticipatamente il contratto con la Ricordi, dove le tensioni erano ormai divenute insanabili. Ma l'etichetta milanese cita in tribunale la cantante per inadempienza contrattuale, ottenendo il sequestro di beni e guadagni, e solo successivamente il pagamento di un'altissima penale . L'ingaggio alla RCA vede Mia Martini come artista di punta dell'etichetta-satellite Come Il Vento, in cui la cantante sembra ritrovare l'ambiente ispirato di cui ha bisogno. Il nuovo album Che vuoi che sia... se t'ho aspettato tanto alterna momenti di tensione melodica a brani più di tendenza. Partecipano autori all'epoca ancora sconosciuti come Amedeo Minghi (Ma sono solo giorni), Pino Mango, poi semplicemente Mango (con Se mi sfiori), mentre la maggior parte dei pezzi sono firmati dal chitarrista Memmo Foresi (Noi due, Fiore di melograno, In paradiso, Una come lei). La title-track è invece un'altra canzone d'amore opera di Dario Baldan Bembo, e viene pubblicata anche a 45 giri (sul retro Io donna, io persona). Spicca anche Preghiera, scritta da Stefano Rosso, posta a conclusione del disco. Gli arrangiamenti sono firmati da Luis Enriquez Bacalov. Per il lancio dell'album, che ottiene un discreto successo, la RAI realizza a colori uno special omonimo per la regia di Ruggero Miti, e trasmette in radio un concerto in esclusiva. In estate si esibisce in alcuni dei palchi italiani ed esteri più esclusivi, dalla Bussola di Viareggio allo Sporting Club di Montecarlo. Intanto, la Come il Vento provvede alla commercializzazione del singolo e dell'album in vari paesi europei e in Canada. A fine anno registra anche un recital per la televisione francese.

Dai trionfi all'Olympia, all'incontro con Fossati

Proprio in Francia viene notata da Charles Aznavour: l'istrionico cantautore e attore francese la vuole accanto a sé in un grande recital all'Olympia di Parigi, tempio sacro della musica in Francia, dove la Martini debutta con grande successo. Lo spettacolo viene replicato anche al Sistina di Roma, con una ripresa televisiva. Nel 1977 viene scelta per rappresentare l'Italia all'Eurovision Song Contest con Libera, singolo che viene inciso in varie lingue e pubblicato in paesi come Spagna, Inghilterra, Canada, Giappone, e parecchi altri, dove riscuote un buon successo malgrado il piazzamento non esaltante conseguito alla rassegna europea (13º posto). Registra Per amarti, un brano scritto da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio (gli stessi che anni dopo firmeranno la celebre Almeno tu nell'universo). Realizza l'omonimo album Per amarti, nel quale collabora per la prima volta col cantautore Ivano Fossati (che partecipa ai cori, canta in Un uomo per me, scrive la canzone Sentimento e il testo italiano di Se finisse qui, versione italiana di Give a little bit dei Supertramp), dando inizio a un sodalizio artistico e un legame sentimentale decisivi per la sua vita e la sua carriera. L'album, uscito anche in Spagna, Francia e Giappone, contiene anche Ritratto di donna, con cui vince il World Popular Song Festival Yamaha di Tokyo. Nel pieno della storia d'amore con Fossati, la sua attività è ora contraddistinta da un nuovo e più autentico spirito di lavoro e da un esclusivo interesse artistico, che la porta a valutare i progetti che le interessano davvero, a prescindere dal prestigio che possano recarle: Nel 1978 conclude la tournée con Aznavour, rinunciando al rinnovo del contratto per portare il recital in Inghilterra; sfuma, dunque, la realizzazione di un album insieme, e viene bloccata la pubblicazione di un altro Lp destinato al mercato anglosassone a causa della fine del rapporto con la Come Il Vento. Mia Martini passa alla Warner e in estate pubblica il primo 45 giri: Vola di Ivano Fossati, preludio di una seconda e ben più importante collaborazione che si concretizza in Danza, album di grande spessore considerato tra i suoi migliori in assoluto, con testi e musiche sempre di Fossati. Canto alla luna e soprattutto La costruzione di un amore rimarranno a lungo nel repertorio dell'artista, così come l'omonima Danza, scelta per promuovere l'album e uscita su 45 giri nel 1979. Ma i rapporti con Fossati si complicano, e in seguito a ciò sfuma una sospirata collaborazione con Pino Daniele che prevedeva la realizzazione di un intero album. La stessa Mia Martini ricorderà questo particolare periodo della sua vita in un'intervista di Ivana Zomparelli pubblicata su Noi Donne, nel maggio 1990: .

Gli anni ottanta

Da interprete a cantautrice

Nel 1981, dopo un anno sabbatico, segnato da una difficile operazione alle corde vocali, che ne modifica drasticamente il timbro in favore di una voce più roca, Mia è decisa a proporsi anche come cantautrice, presentandosi con un look più discreto e maschile, lontano anni luce da quello eccentrico degli anni settanta. Realizza per la DDD di Roberto Galanti l'album Mimì: dieci brani quasi interamente scritti da lei e registrati tra Londra e gli USA con gli arrangiamenti di Dick Halligan. I risultati sono sorprendenti e variano le atmosfere musicali: degne di nota Parlate di me, Sono tornata e Del mio amore. Vengono estratti due singoli (E ancora canto e Ti regalo un sorriso, con cui partecipa al Festivalbar) e nel complesso il disco ottiene un discreto successo. Nel 1982 arriva il vero rilancio discografico con la prima partecipazione di Mia al Festival di Sanremo, dove interpreta ancora una canzone scritta da Ivano Fossati, intitolata E non finisce mica il cielo. La qualità di un brano del genere, spesso destinato a non raggiungere il podio, viene comunque riconosciuta dai giornalisti con il prestigioso Premio della Critica, istituito appositamente per lei. Dopo la sua morte, il Premio della Critica verrà intitolato in suo onore "Premio Mia Martini". Nello stesso anno scrive uno dei suoi testi in assoluto più validi, Quante volte, su musica e arrangiamento soft-funk di Shel Shapiro, il quale produce Quante volte... ho contato le stelle, nuovo LP col quale Mia Martini sembra riavvicinarsi ai risultati di vendita del decennio precedente, superando le 70.000 copie vendute. Inizialmente il singolo di Quante volte, che rimane uno dei suoi più grandi successi, viene distribuito in poche migliaia di copie, ma dopo il suo ingresso in hit-parade, la DDD si affretta a ristamparlo (con copertina differente), ottenendo un riscontro commerciale più che positivo. Quante volte entrò in classifica anche in Germania, motivo per cui ne venne registrata anche una versione tedesca, che però rimane inedita. Nell'album, che la cantante dedica al padre, compaiono altri brani firmati dalla stessa Mimì: Stelle, Bambolina (proposta su singolo l'anno dopo) e il testo di Vecchio sole di pietra su musica di Fossati (episodio del tutto eccezionale nella carriera di quest'ultimo, abituato a scrivere testi e musiche delle sue canzoni). Fra gli altri autori compaiono anche Riccardo Cocciante, Mimmo Cavallo (col quale aveva già intrapreso una collaborazione due anni prima), e Gianni Bella (di cui riprende Nuova gente con testo di Mogol), oltre all'affezionato Maurizio Piccoli che firma Solo noi, retro del singolo Quante volte.

Il ritiro dalle scene

Sul finire del 1983 decide di ritirarsi dalle scene, a causa delle dicerie sorte circa dieci anni prima e divenute insistenti proprio nei primi anni ottanta, che legavano la sua fama ad eventi negativi. La stessa Mia Martini anni dopo dichiara in merito a questo periodo: Pertanto, organizza al teatro Ciak di Milano due concerti-evento con musicisti di prim'ordine, in cui registra l'album Miei compagni di viaggio: Mia Martini ripercorre le tappe più importanti della sua crescita musicale attraverso le reinterpretazioni di autori a lei particolarmente cari, tra cui John Lennon, Kate Bush, Randy Newman, Vinicius de Moraes, Fabrizio De André, Francesco De Gregori e Luigi Tenco. Ai cori di un brano piuttosto emblematico come Big yellow taxi di Joni Mitchell partecipano anche Loredana Berté, Ivano Fossati, Cristiano De André, e l'amica di sempre Aida Cooper, cantante di talento. Il concerto si chiude con il significativo brano Ed ora dico sul serio ("...Non vorrei cantare più") di Chico Buarque. Nel 1985, la DDD prova un ulteriore ed ultimo tentativo per rilanciare la carriera di Mia Martini cercando di farla partecipare al Festival di Sanremo con Spaccami il cuore, un pezzo scritto da Paolo Conte, che però viene scartato dalle selezioni, come ennesimo episodio di ostracismo. Il brano viene comunque stampato su 45 giri, ma in poche migliaia di copie. Sul retro, un'altra composizione della stessa Mimì intitolata Lucy, in cui emerge il contrasto tra il Sole e la Luna intesi nel significato simbolico che assumono all'interno dei Tarocchi (vecchia passione dell'artista), unitamente ad una filastrocca tradizionale calabrese nel dialetto di Bagnara Calabra, per l'occasione musicata. Mia Martini si chiude in se stessa, ritirandosi nella campagna umbra. Per sopperire alle notevoli difficoltà economiche, continua comunque ad esibirsi in località di provincia, accompagnata da gruppi non sempre all'altezza della sua professionalità.

Il ritorno al successo

Nel 1989, alcuni dei discografici che l'avevano seguita all'inizio (Lucio Salvini e Giovanni Sanjust in particolare) potranno convincerla ad un grande rientro. La canzone Almeno tu nell'universo scritta da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio nel 1972, quasi in contemporanea a Piccolo uomo, e depositata nel 1979 era tuttavia rimasta inedita, anche in seguito al desiderio di Lauzi di affidarla solamente a Mia. Grazie all'amico di sempre Renato Zero si impegno' e convinse l'allora direttore artistico del Festival di Sanremo Adriano Aragozzini, a far gareggiare Mia Martini con questa canzone. L'interpretazione suscita gli entusiasmi del pubblico e le vale per la seconda volta il Premio della Critica: un assoluto trionfo che pone fine a un altro dei tanti periodi bui, ogni volta superati con un consenso sempre maggiore . Almeno tu nell'universo è la canzone che la consacra definitivamente, in assoluto una delle più belle, e forse la più riuscita della sua complessa ma irripetibile carriera. «Erano sette anni che non potevo più fare il mio lavoro, per cui ho avuto dei momenti di grande depressione. E in quel momento ho sentito "fisicamente" questo abbraccio totale di tutto il pubblico, l'ho sentito proprio sulla pelle. Ed è stato un attimo indimenticabile.» Il successo di Sanremo la incoraggia ad intraprendere una vera nuova tournée e ad incidere per la sua nuova casa discografica, la Fonit Cetra, un nuovo Lp dopo tanti anni, intitolato semplicemente Martini Mia. Si tratta di un lavoro realizzato a tempo di record, che racchiude canzoni come Notturno, divenuta nel tempo un piccolo classico, e Donna, scritta due anni prima da Enzo Gragnaniello. Il cantautore napoletano aveva conosciuto Mimì in una delle sue serate e ne era rimasto molto colpito, al punto da scrivere in brevissimo tempo il primo di una lunga serie di brani che la cantante inciderà a partire dal suo ritorno sulle scene, ricambiando un'enorme ammirazione. Nel 1989 Donna viene scelta anche come secondo singolo e presentata al Festivalbar, dove le viene consegnato il Disco d'oro per le oltre 100.000 copie vendute del suo album.

Gli anni novanta

Nel 1990 bissa al Festival di Sanremo, il successo dell'anno precedente interpretando con la consueta classe un testo di Franco Califano, La nevicata del '56, per cui riceve ancora una volta il Premio della Critica. Canta in duetto con Claudio Baglioni in Stelle di stelle, che uscirà nell'album Oltre (1990). Sempre nello stesso anno, pubblica l'album La mia razza (il brano omonimo è stato scritto da Fabrizio De André), un lavoro in cui la Martini spazia dalla melodia (Un altro Atlantico, che avrebbe dovuto presentare a Sanremo), ai ritmi etnici (Danza pagana di Mimmo Cavallo, arrangiata da Alessandro Centofanti) e latini con Chica chica bum di Carmen Miranda, precedentemente cantata a Fantastico. L'album racchiude anche Io e la musica di Amedeo Minghi, Domani più su, firmata da Enrico Ruggeri e Dodi Battaglia dei Pooh, e altri tre brani di Enzo Gragnaniello. Nel 1991 pubblica Mi basta solo che sia un amore, una raccolta delle sue canzoni d'amore più belle in versione originale, unitamente all'inedito Scrupoli, sigla dell'omonimo programma televisivo. Ma nello stesso anno si dedica soprattutto ad un progetto molto ambizioso: tiene dodici concerti in cui canta canzoni sue e di altri cantautori in versione jazz (Vola, Pensieri e parole di Battisti, Gente distratta di Pino Daniele, unitamente ad altri classici del genere arrangiati da Maurizio Giammarco). In quest'occasione registra l'album Mia Martini in concerto (da un'idea di Maurizio Giammarco), "boicottato" dalla Fonit Cetra che ne stampa solamente ventimila copie. Il suo amore per la città di Napoli è testimoniato da un'altra grande esperienza musicale, quella del duetto col grande Roberto Murolo nel successo Cu' mme' (ancora di Enzo Gragnaniello), sempre del '91. Nel 1992 è di nuovo in gara al Festival di Sanremo con un altro dei suoi maggiori successi, Gli uomini non cambiano, su testo di Giancarlo Bigazzi e Beppe Dati, due fra gli autori più prolifici della musica italiana. Data per super-favorita dalla stampa durante la settimana della kermesse, in extremis le viene assegnato il secondo posto, mentre a vincere sarà Luca Barbarossa. Nello stesso anno pubblica Lacrime (ultimo Disco d'oro della sua carriera), che entra in classifica anche in Germania, risultando uno dei suoi album più venduti grazie anche a bellissimi brani firmati da Biagio Antonacci (Il fiume dei profumi), Mimmo Cavallo (Dio c'è), (Il mio Oriente), Enzo Gragnaniello (Scenne l'argento), e Maurizio Piccoli con la sua Uomini farfalla, in cui gioca sul tema dell'omosessualità. Il secondo posto sanremese le consente di rappresentare di nuovo l'Italia all'Eurofestival, che quell'anno si svolse in Svezia. In quest'occasione presenta un brano dal titolo Rapsodia, che viene incluso nell'omonima raccolta Rapsodia - Il meglio di Mia Martini, con i suoi brani più noti in versione rimasterizzata, più due tracce live registrate durante il concerto Per aspera ad Astra, che prevedeva la realizzazione di un home video, pubblicato postumo dalla Polygram (sua nuova etichetta discografica). In un primo momento Mia è esposta a una grande attenzione mediatica soprattutto per essere "la cognata di Borg" (l'ex-tennista svedese che Loredana Bertè sposò nell'89). Successivamente dà il meglio di sé suscitando gli entusiasmi e gli elogi degli svedesi , apparendo ben lontana dal temperamento di Loredana, e chiudendo con un buon 4º posto. Ed è proprio in questo periodo che recupera il rapporto con la sorella dopo anni di silenzi e di profonda incomunicabilità. Loredana ha, nel frattempo, divorziato e si prepara ad un ritorno da cantautrice, incoraggiata proprio dalla sorella, che accetta di duettare con lei nel brano Stiamo come stiamo, presentato al Festival di Sanremo 1993. Ma quello che poteva essere l'evento musicale dell'anno, in realtà non riesce a convincere le giurie, anche a causa delle continue tensioni fra le due sorelle nei giorni della rassegna canora. Ad ogni modo Stiamo come stiamo verrà definita una "canzone assolutamente splendida sul disagio nei nostri tempi" e verrà ripresa dalla Martini in versione solista nella tournée estiva. Inoltre, sempre nello stesso anno, Mia Martini e la sorella riproporranno il duetto anche nel primo live di Loredana, Bertex - Ingresso libero. Sempre nel 1993, incide Vieneme, ancora in collaborazione con Enzo Gragnianiello e Roberto Murolo, che non riesce a bissare il grande successo di Cu' mmè. Successivamente la Polygram la obbliga a presentarsi alle selezioni per il Festival di Sanremo 1994. La canzone E la vita racconta viene scartata, ma in questo caso era la stessa Mia Martini a non essere convinta del brano . Ad ogni modo la notizia suscita un certo clamore, tanto che Claudia Mori propone il proprio ritiro dalla kermesse canora in favore della Martini: ovviamente il regolamento non consente una simile sostituzione, che comunque la cantante non avrebbe accettato, pur apprezzando il gesto della collega . Nel corso del 1994 passa a un'altra casa discografica, la RTI Music, con cui termina di incidere il nuovo album (iniziato con la precedente etichetta) che si intitola La musica che mi gira intorno. La Martini rilegge con grande forza interpretativa quelle canzoni che molti dei suoi autori preferiti avrebbero scritto in un momento di grande amore, o di grande fragilità, a prescindere dal loro impegno politico sociale: Fabrizio De André (Hotel Supramonte), Francesco De Gregori (Mimì sarà), Zucchero (Diamante), Vasco Rossi (Dillo alla luna), Lucio Dalla (Stella di mare) Eugenio ed Edoardo Bennato (Tutto sbagliato baby), e naturalmente Ivano Fossati con ben tre pezzi (La canzone popolare, I treni a vapore, e La musica che gira intorno, su cui gioca il titolo dell'album). A confezionare il tutto un inedito di uno dei suoi artisti più apprezzati,(Viva l'amore),di Mimmo Cavallo che è anche il brano trainante del disco, e destinato a diventare il suo ultimo successo in vita. Sempre con Mimmo Cavallo farà la sua ultima tourneè in giro per le piazze d'Italia, tourneè che venne interrotta dopo la sua prematura scomparsa.

La morte improvvisa

La musica che mi gira intorno era solo il primo di una serie di progetti improntati alla rilettura di vari autori e generi musicali, che l'artista non ha avuto il tempo di realizzare: dai classici napoletani (un disco che si sarebbe dovuto chiamare Napoli Mia) a quelli più moderni di Pino Daniele (autore da lei amatissimo, che aveva volutamente tralasciato nell'ultimo album per dedicargli un capitolo discografico a sé ), fino al tributo a Tom Waits. Nel marzo del 1995, due mesi prima della sua morte, Mia Martini annuncia al suo fan club Chez Mimì, di voler realizzare un album dedicato completamente alla luna, dal titolo Canto alla luna (brano del 1978 scritto per lei da Ivano Fossati e pubblicato nell'album Danza) . I brani che quest'album doveva racchiudere sono i seguenti: Canto alla luna, Dillo alla luna, Verde luna, Luna rossa, Blue moon, Luna bianca e due inediti ancor'oggi come Alla luna, scritta appositamente per lei da Franco Fasano e Luna sciamanna, scritta da Mimmo Cavallo. Per il 1996 era prevista anche una collaborazione con Mina , che Mia Martini ha definito "la più grande artista che abbiamo in Italia" . Entrambe erano legate da un rapporto di amicizia e stima, più volte confermato dalla Martini nel corso degli anni. Sarà proprio Mina, a pochi mesi dalla scomparsa della collega, la prima cantante a dedicarle un omaggio discografico nell'album Pappa di latte, dove è inserita una sua personale versione di Almeno tu nell'universo. Da mesi la cantante soffriva di un fibroma all'utero, per questo motivo assumeva dei farmaci anticoagulanti . Il 14 maggio 1995, dopo giorni di silenzio, il suo corpo senza vita viene ritrovato nell'appartamento in Via Liguria 2, a Cardano al Campo (VA), dove si era trasferita da un mese per essere più vicina al padre con il quale si era riconciliata da allora e che non vedeva da 40 anni. Il padre risiede tuttora a Cavaria con Premezzo insieme alla seconda moglie. La Procura di Busto Arsizio aprì un'inchiesta e dispose l'autopsia. Secondo il referto del medico legale, la morte dell’artista è avvenuta per un arresto cardiaco, causato da un'overdose di stupefacenti . Il 17 maggio il corpo fu cremato, e successivamente il caso fu archiviato. Ai suoi funerali, svoltisi alle 16:30 del 15 maggio a Busto Arsizio, nella chiesa di San Giuseppe presso viale Stelvio, presero parte centinaia di suoi fan, addirittura quattromila persone secondo fonti della Questura di Varese, tra cui un buon numero di persone dello spettacolo e colleghi del panorama musicale. La salma venne cremata, secondo il desiderio dell'artista. Per volontà del padre, invece, le sue ceneri si trovano nel cimitero di Cavaria con Premezzo. Riposa in una lapide insieme ai nonni. Nel maggio 2009 la sorella Loredana, in un'intervista a Musica leggeraLa guerra non è mai finita, intervista di Maurizio Becker a Loredana Bertè, pubblicata sul periodico musicale Musica leggera n° 4, maggio 2009, pagg. 12-35, svela nuovi possibili retroscena sulla morte della sorella, nella quale il padre avrebbe potuto avere un ruolo.

Omaggi a Mia Martini

Dal 1996 il "Premio della critica" del Festival di Sanremo è intitolato alla sua memoria, diventando così Premio della Critica Mia Martini, mentre si sono sprecate negli anni successivi le pubblicazioni postume di raccolte con brani inediti e no, che hanno sempre suscitato l'interesse dei numerosi estimatori e del grande pubblico che ancora oggi la ricorda e l'ama. La morte di Mia Martini o di Mimì per gli amici e parenti, ha segnato profondamente la vita della sorella Loredana Bertè, che le ha dedicato brani come Luna (presentata al Festival di Sanremo 1997), Zona Venerdì e Mufida. Nel 1998, anche Renato Zero le ha dedicato una canzone dal titolo La grande assente, incluso nel fortunato album Amore dopo amore. Nel 2006 Gilda Giuliani realizza Canto Mimì, un recital di circa due ore, che ripercorre cronologicamente la carriera musicale di Mia Martini. Inoltre, le sono stati intitolati:
  • Anfiteatro a Castiglione Cosentino;
  • Piazzale a Soveria Simeri;
  • Monumento a Bagnara Calabra;
  • Parco a Roma;
  • Vie nelle città di Roma e Bagnara Calabra.
  • Una nuova strada nel quartiere di Bazzano (AQ) costruito a seguito del sisma del 06/04/2009
  • Innumerevoli sono gli omaggi da parte di altri cantanti e musicisti che l'hanno ricordata nel corso degli anni cantando o suonando sue canzoni: ricordiamo, tra gli altri, Mina, Mietta, Elisa, Patty Pravo, Giuni Russo, Enzo Gragnaniello, Bruno Lauzi, Ivano Fossati, Fausto Leali, Peppino Di Capri, Antonello Venditti, Claudio Baglioni, Gigi Finizio, Marco Masini, Mario Rosini, Fovea Jazz Quartet, Fiordaliso, Paolo Fresu, Fausto Papetti, Sal Da Vinci, Johnny Sax, Gil Vuntura, James Senese, Dario Baldan Bembo, Franco Califano, Tony Cercola, Riccardo Fogli, Iva Zanicchi, Mariella Nava, i Negramaro e ovviamente Mimmo Cavallo e la sorella Loredana Bertè. Si trovano dediche a Mia Martini anche in altri ambiti non strettamente musicali, come nel 1995 che le viene tributato un ricordo da parte di Giorgio Leone in "Memorie riscoperte. Opere d’arte restaurate dalle chiese della Maddalena e del Carmine", catalogo di una mostra tenutasi a Morano Calabro, in calce alla scheda dei paliotti veneziani da lui attribuiti a Francesco Guardi .Anche a Sanremo 2012 la sorella si è commosa dopo aver cantato una canzone per lei.

    Tributi televisivi

    Il 18 maggio 1995, la trasmissione Temporeale condotta da Michele Santoro, in onda su Rai 3, ha dedicato una puntata alla cantante appena scomparsa: al programma partecipò anche Carmen Consoli, giovane cantautrice, all'epoca del tutto sconosciuta. Il successivo 20 luglio, Rai 2 ha trasmesso Mille voci per una voce: alla commemorazione, organizzata dal Comune di Lamezia Terme e da Ruggero Pegna e condotta da Andrea Giordana e Myriam Fecchi davanti a cinquantamila persone, hanno partecipato numerosi artisti del mondo della canzone, tra cui Pierangelo Bertoli, Bruno Lauzi, Peppino Di Capri, Mariella Nava, Rosa Martirano, Mimmo Cavallo e altri ancora. Nel 1996, Paolo Limiti conduce su Rai 3 Ciao Mimì, dove vengono riproposti filmati di repertorio, unitamente alle testimonianze in studio di Dori Ghezzi, Enzo Gragnaniello, Alba Calia, Luciano Tallarini, e in collegamento Loredana Bertè e Marisa Laurito. Sempre a partire dal 1996 ad oggi, Rete 4 ha mandato in onda, in varie fasce orarie, una serie di speciali televisivi a cura di Paolo Piccioli: Chiamatemi Mimì, Notte Mimì, Mimì sarà, Le canzoni di Mia Martini, eccetera, con tutti i passaggi televisivi presenti negli archivi Mediaset, o intercettati nelle tv estere. Nel 2000, la trasmissione di Giovanni Anversa, Racconti di vita, dedica una puntata alla figura di Mia Martini, con le testimonianze della sorella Olivia Bertè, dell'amica e corista Aida Cooper, degli autori Bruno Lauzi e Dario Baldan Bembo, e con Pippo Baudo e Menico Caroli, biografo della cantante. Molti sono stati i tributi televisivi mandati in onda per il decennale della scomparsa di Mia Martini (2005). Vincenzo Mollica ha curato uno Speciale Tg 1 con filmati di repertorio e le interviste a Loredana Bertè e Renato Zero; anche La storia siamo noi di Giovanni Minoli si è occupata della vita di Mia Martini, intitolandole la puntata Mia Martini - Storia di una voce, scritta da Caterina Stagno e Silvia Tortora: entrambe le trasmissioni sono state replicate più volte, ottenendo ottimi ascolti. Rai 2 ha mandato in onda uno speciale Tg 2 Dossier, su Mia Martini, Gabriella Ferri e Dalida (Voci spezzate), e ben due puntate della trasmissione Successi di Stefania La Fauci, con le testimonianze, tra gli altri, di Mietta, del discografico Lucio Salvini e di Menico Caroli. Durante il Festival di Sanremo 2008 viene consegnato alla sorella Loredana Bertè il primo Premio della Critica vinto da Mia Martini nel 1982. Durante la terza serata del Festival di Sanremo 2010, dedicata alla storia ed ai sessant'anni del Festival, Fiorella Mannoia e Elisa hanno cantato insieme Almeno tu nell'universo in ricordo di Mia Martini. Rai Storia ha mandato in onda uno speciale dossier su Mia Martini il 10 ottobre 2010 e in replica il 3 novembre 2011. Durante la terza serata del Festival di Sanremo 2012, dedicata alla canzone italiana nel mondo, Loredana Bertè (sorella minore di Mia Martini), Gigi D'Alessio e Macy Gray hanno cantato una versione bilingue (inglese-italiano) di Almeno tu nell'universo

    Dischi pubblicati postumi

    Nel 1996, un anno dopo la scomparsa di Mia Martini, la RTI Music, sua ultima casa discografica, pubblica la raccolta intitolata proprio 1996, che è la compilation dell'artista che ha riscosso maggior successo di classifica (64º album più venduto dell'anno). Sempre del '96 è un'altra antologia distribuita dalla DIG-IT International, intitolata Indimenticabile Mia: si tratta di un'emissione particolarmente interessante poiché proponeva per la prima volta i due inediti SOS verso il blu e la bellissima Col tempo imparerò (entrambi registrati nel 1990), oltre a una versione alternativa di Cercando il sole, brano tratto dall'album La mia razza, sempre del '90. La raccolta è stata successivamente ritirata dal mercato per volere degli eredi della Martini che rivendicavano i diritti dei due inediti, pubblicati senza la loro autorizzazione. Nel 1997, la BMG Ricordi raccoglie, per la prima volta su cd, tutte le incisioni anni Settanta realizzate in spagnolo dall'artista per il mercato latino (Mi canto español). Nel 1998 la Sony Music propone il progetto Fortemente Bertè, che comprende la pubblicazione di due album dal vivo delle due sorelle Loredana Bertè (Decisamente Loredana) e Mia Martini (Semplicemente Mimì): Semplicemente Mimì è un disco dal vivo ricavato dalla registrazione di un concerto che la Martini aveva tenuto nell'isola di Procida nell'estate del 1993. Nell'album, prodotto da Mario Lavezzi, viene inserito anche l'inedito E la vita racconta, tratto da un provino (originariamente presentato per le selezioni di Sanremo '94) successivamente riarrangiato dal M° Renato Serio. Nel 2000 esce, sempre per la Sony Music, la raccolta Mimì sarà, a cinque anni esatti dalla scomparsa della cantante. Il cd contiene numerose rarità e altri brani da tempo fuori catalogo, unitamente all'inedito assoluto In una notte così, brano che Mia Martini aveva provinato per il Festival di Sanremo 1992 (dove a presentarlo fu, poi, Riccardo Fogli). Del 2003 è, invece, la prima antologia interamente composta da brani inediti, tutti risalenti agli anni Settanta: Canzoni segrete, pubblicata dalla BMG Ricordi. Spiccano Ruba (1974), scritta da Antonello Venditti, Io andrò (1977) e Dire no (1975): tre interpretazioni straordinarie, inspiegabilmente rimaste nel cassetto. Nel 2004 anche la Warner pubblica una raccolta con inediti, intitolata E parlo ancora di te: gli inediti sono L'ultimo ballo e Bene, entrambi registrati nel 1978, anno in cui la cantante incideva alla Warner Bros, per l'appunto. Dopo la buona accoglienza dei lavori precedenti, nel 2005, ancora la BMG Ricordi, nel frattempo diventata Sony BMG, pubblica un triplo cofanetto piuttosto interessante dal titolo La neve, il cielo, l'immenso, che attraverso successi, altri inediti e rarità, ripercorre la carriera di Mia Martini dal 1970 al 1990. Nel 2006, sempre per la Sony BMG, esce una seconda antologia (doppia) di registrazioni inedite: venti brani equamente suddivisi in inediti assoluti e rarità quali provini, versioni alternative di canzoni già edite ed esecuzioni dal vivo. Ancora una volta, la maggior parte del materiale utilizzato risale agli anni Settanta: Suite per un'anima (1972), Grande più di lei (1975), Meglio sì, meglio se... (1975) e Ma come sto (1982), i brani più interessanti. Nel 2007 esce per la Sony BMG anche Liberamente Mia, confezione di un cd + dvd, che ripercorrono l'intera carriera di Mia Martini, in collaborazione con Rai Trade. Liberamente Mia raggiunge la seconda posizione nella classifica settimanale dei DVD più venduti. A pochi giorni di distanza esce nei negozi anche Live 2007 - Il concerto, disco curato da Maurizio Piccoli, autore e amico della cantante, che ha voluto ricostruire, attraverso registrazioni tratte da concerti degli anni '90, la scaletta ideale di un concerto di Mia Martini, prendendo anche spunto da alcuni appunti personali dell'artista. Passato inosservato al momento della pubblicazione, il disco ha avuto un buon successo di vendite grazie alla successiva distribuzione nelle edicole, in allegato al settimanale Tv Sorrisi e Canzoni. Il 26 ottobre 2010 esce Donne dei Neri per Caso, album di duetti a cappella con importanti artiste donne, tra le quali Mimì nella voce originale di Minuetto. Attualmente esiste ancora una manciata di brani inediti di Mia Martini, tra cui spiccano Vivo (Al diavolo anche te) (1977), Canto universale (1978), Quando ne avrò abbastanza (1977), Fammi sentire bella (1992). Purtroppo, in alcuni casi manca l'autorizzazione alla pubblicazione, degli eredi o degli stessi autori dei brani, e di alcuni provini non si riesce a risalire ai crediti, anch'essi necessari per la pubblicazione. Inoltre esistono innumerevoli registrazioni di suoi concerti dal vivo, che spesso appartengono a privati: i molti fans della cantante, che puntualmente attendono ogni anno la pubblicazione di qualcosa di inedito, si augurano escano al più presto. Nel frattempo le case discografiche continuano a stampare innumerevoli compilation, l'ultima delle quali, Il meglio di Mia Martini (Edel), che raccoglie tutti i suoi più grandi successi in due cd, ha raggiunto notevoli risultati di vendite.

    Chez Mimì

    Chez Mimì è il fan club di Mia Martini nato nel 1989, viene ufficializzato dalla stessa cantante l'anno successivo. Il fan club si costituisce sotto forma di un'associazione culturale. Anche dopo la scomparsa di Mia Martini, Chez Mimì continua la sua opera per diffondere e promuovere l'arte della indimenticata interprete, in particolare ricordiamo che è stato tra i promotori affinché il Premio della Critica del Festival di Sanremo fosse intitolato a "Mia Martini", in memoria dell'artista, e ufficializzato nel 1996. Per il decennale della scomparsa, l'associazione pubblica un libro Mia Martini - La regina senza trono, nel quale sono raccolte le interviste e gli incontri realizzati nell'ultimo periodo della sua carriera, scritto da Pippo Augliera, fondatore e coordinatore dell'iniziativa . Per i 40 anni di carriera come Mia Martini (il debutto risale al 1971), un altro libro a lei dedicato "Mia Martini-La voce dentro" Ed. Zona, nel quale Pippo Augliera approfondisce alcuni temi peculiari dell'artista e della donna.

    Discografia

    Partecipazioni a manifestazioni canore

    Azzurro

  • 1989: con Donna
  • 1990: con Danza pagana
  • 1992: con Cu'mme e O' marenariello
  • Cantagiro

  • 1971: con Amore...amore...un corno e Padre davvero
  • 1972: con Piccolo uomo
  • 1990: con Donna, Danza pagana, Domani più su, Un altro atlantico, Piccolo uomo, Minuetto, E non finisce mica il cielo, La nevicata del '56, Almeno tu nell'universo e Quante volte
  • 1992: con Gli uomini non cambiano, Lacrime e Minuetto - vince tre tappe
  • 1993: con Vieneme (con Enzo Gragnaniello e Roberto Murolo)
  • Canzoniere dell'estate

  • 1992: con Rapsodia
  • 1993: con Vieneme (con Enzo Gragnaniello e Roberto Murolo)
  • Caravella dei successi

  • 1975: con Al mondo
  • Eurofestival

  • 1977, Londra: con Libera - 13º posto
  • 1992, Malmoe: con Rapsodia - 4º posto
  • Festival di Sanremo

  • Nel 1972, la RCA la propose al Festival di Sanremo, con il brano Credo, ma viene scartata dalla selezione
  • Nel 1976, la Ricordi la propose al Festival di Sanremo col brano L'amore è il mio orizzonte, poi ugualmente pubblicato
  • Nel 1981, la DDD la propose al Festival di Sanremo, col brano E ancora canto, poi inserito nell'album Mimì
  • 1982: con E non finisce mica il cielo - 6º posto, premio della critica
  • Nel 1985, la DDD la propose al Festival di Sanremo con il brano Spaccami il cuore, che però venne scartato
  • 1989: con Almeno tu nell'universo - 9º posto, premio della critica
  • 1990: con La nevicata del '56 - 4º posto (a pari merito con gli altri partecipanti), premio della critica
  • 1992: con Gli uomini non cambiano - 2º posto
  • 1993: con Stiamo come stiamo (con Loredana Bertè) - 14º posto
  • Nel 1994, la Polygram la obbligò a presentarsi al Festival di Sanremo con il brano E la vita racconta, ma questa volta fu la cantante a facilitare l'esclusione inviando un nastro smagnetizzato, dal momento che il brano non la convinceva del tutto.
  • Festival Italiano

  • 1994: con Viva l'amore
  • Festivalbar

  • 1972: con Piccolo uomo - 1º posto
  • 1973: con Minuetto - 1º posto ex aequo con Marcella Bella con Io domani
  • 1974: con Inno - ospite
  • 1975: con Donna con te - 7º posto
  • 1976: con Che vuoi che sia... se t'ho aspettato tanto - 8º posto
  • 1978: con Vola
  • 1979: con Danza
  • 1981: con Ti regalo un sorriso
  • 1989: con Donna e Notturno - ottiene il Disco d'oro per le copie vendute dall'album Martini Mia
  • 1990: con Domani più su - 3º posto nella serata in cui presenta Domani più su
  • Midem di Cannes

  • 1973: con Tu t'en vas quand tu veux
  • 1975: con Sabato
  • 1977: con Se finisse qui
  • Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia

  • 1972/73: con Donna sola - vince la Gondola d'oro
  • 1973/74: con Il guerriero e Bolero
  • 1974/75: con Inno e Agapimu
  • 1976/77: con Che vuoi che sia... se t'ho aspettato tanto
  • 1981: con E ancora canto
  • Premio Tenco

  • 1989: con Almeno tu nell'universo e Donna
  • Saint-Vincent

  • 1978: con Vola
  • 1982: con Bambolina bambolina
  • 1985: con Spaccami il cuore
  • 1989: con La donna cannone
  • Vela d'oro di Riva del Garda

  • 1982: con Quante volte
  • 1991: con Pensieri e parole
  • Viva Napoli

  • 1994: con Luna rossa
  • World Popular Song Festival Yamaha

  • 1977: con Ritratto di donna - 1º posto
  • Altre manifestazioni canore

  • 1963: Festival di Bellaria: con Come puoi farlo tu - 1º posto
  • 1971: Festival di Avanguardie e Nuove Tendenze: con Padre davvero - 1º posto
  • 1975: Musical de Mallorca: con Nevicate - vince il Premio della Critica europea
  • 1981: Girofestival: con l'album Mimì
  • 1982: Premiatissima: con Quante volte, Io appartango a te e Solo noi
  • 1992: Il Canzoniere dell'estate: con Rapsodia
  • 1993: Il Canzoniere dell'estate: con Vieneme, con Roberto Murolo e Enzo Gragnaniello
  • Fonte Wikipedia