Matthew Paul Miller, cantante statunitense è nato a West Chester il 30 giugno del 1979.
Nato da una famiglia ortodossa, viene considerato l'inventore del connubio tra musica reggae e la cultura ebraica e alla Torah.
Biografia
Il percorso umano di Matisyahu, unito a quello artistico, hanno forgiato uno stile originale ed inconfondibile. Appartenente ad una famiglia ebreo ortodossa, che si trasferì a White Plains (New York), dalla Pennsylvania, Matthew dovette affrontare le dure regole di una religione che non accettava e riteneva troppo costrittiva. I suoi genitori decisero di mandarlo alla scuola ebraica per prepararlo al proprio bar mitzvah, scelta che peggiorò la
situazione di Matthew che a 14 anni si avvicinò alla più liberale cultura hippie, iniziando una vita da sballato, trovandosi spesso sotto l'effetto di allucinogeni e altre droghe pesanti.
All'età di 16 anni, Matthew parte per il suo primo viaggio in Israele, esperienza molto significativa che risulterà fondamentale per l'artista, che si avvicina alla religione ebraica ortodossa fino a quando, nel 2001, non avviene la sua completa conversione sotto la guida di un rabbino Lubavicher conosciuto alla New School di Manhattan. Diviene un membro della comunità ultraortodossa Lubavitch (fondata dal rabbino Shneur Zalman di Liadi alla fine del 1700) e si trasferisce nel quartiere Crown Heights a Brooklyn, New York. Matthew trasforma il suo nome nella versione ebraica Matisyahu, che diventerà anche il suo nome d'arte, e si dedica allo studio della Torah e approfondisce le proprie conoscenze del mondo religioso ebraico, cominciando anche le prime esperienze musicali.
Matisyahu ha raccolto molti consensi dal mondo musicale, come dimostrano le vendite dei cd, ma ha dovuto affrontare anche molte critiche rivolte alle sue credenze.
I suoi due ex manager e scopritori, Aaron Bisman e Jacob Harris (fondatori del marchio no profit Jdub), hanno attaccato la sua declamata magnanimità criticando il suo passaggio al colosso discografico Sony non appena il secondo album Youth ha cominciato a scalare le classifiche.
Molti giornali statunitensi - New York Times, Boston Globe, Washington Post - lo hanno giudicato come un falso e di aver strumentalizzato la propria religione, e così hanno fatto anche molti membri delle comunità afroamericane che lo accusano di aver rubato di un genere che culturalmente non gli appartiene, nato da povertà e disperazione.
2006 - No Place to Be, album contenente versioni remixate di alcune canzoni
2009 - Light
CuriositÃ
Madonna ha invitato Matisyahu per festeggiare il Seder di Pesach, la Pasqua ebraica, ma senza successo.
Shakira ha tentato inutilmente di duettare con lui, ma non ha tenuto conto della religione ortodossa che vieta alle donne di esibirsi pubblicamente.
Matisyahu vanta diverse collaborazioni musicali, ha cantato con Sting durante il concerto a Tel Aviv e ha cantato con il gruppo P.O.D. nella canzone "Strenght of my Life" contenuta nell'album testify.
Durante le interviste, Matisyahu non ha stretto la mano a una giornalista in quanto donna, e in diverse occasioni ha fermato un'intervista per ritirarsi a pregare.
Matisyahu ha partecipato alla realizzazione del cd Instant Karma: The Amnesty International Campaign to Save Darfur con la cover di Watching the Wheels per il progetto Make Some Noise che ha coinvolto numerosi altri artisti di fama internazionale, come U2, R.E.M., The Cure e così via.