I Bon Jovi sono un gruppo rock statunitense, originario del New Jersey. Formatasi nel 1983, la band è costituita dal leader e cantante Jon Bon Jovi, dal chitarrista Richie Sambora, dal tastierista David Bryan, dal batterista Tico Torres, e dal bassista Hugh McDonald, che dal 1994 in poi ha sostituito, anche se mai ufficialmente, Alec John Such .
I Bon Jovi sono tra i più importanti gruppi della scena rock moderna e contemporanea, hanno contribuito alla nascita ed allo sviluppo del movimento Hair Metal, emerso negli anni '80, i quali vennero subito considerati i leader indiscussi e ancora oggi molti li ritengono gli innovatori e i maggiori esponenti. Vengono ricordati per alcuni classici del rock, alcuni considerati dei veri e propri inni generazionali: Livin' on a Prayer, You Give Love a Bad Name, Wanted Dead or Alive, Bad Medicine, Keep the Faith, Bed of Roses, Always, e It's My Life.
Nel corso della loro carriera, i Bon Jovi hanno pubblicato un totale di undici album in studio, tre raccolte, e un album live, vendendo oltre 150 milioni di dischi in tutto il mondo .
Inoltre, hanno effettuato più di 2.900 concerti in oltre 50 paesi per più di 35 milioni di fan , e sono stati introdotti nella UK Music Hall of Fame nel 2006. Il gruppo è stato anche onorato con un "Award of Merit" ("Premio di merito") agli American Music Awards del 2004 , mentre Jon Bon Jovi e Richie Sambora, come autori, sono stati introdotti nella Songwriters Hall of Fame nel 2009 .
Inoltre Jon Bon Jovi e Richie Sambora sono stati gli ispiratori del programma televisivo MTV Unplugged
Storia
Primi anni
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Jon Bon Jovi;
Richie Sambora;
David Bryan;
Tico Torres;
Di origini italiane, più precisamente di Sciacca (Provincia di Agrigento) Come riportato in un documentario di nome 60 Minutes, 18 maggio 2008 ,
il 2 marzo 1962 nacque a Perth Amboy nel New Jersey il cantante Jon Bon Jovi. Questi ricevette la sua prima chitarra all'età di sette anni, ma cominciò ad imbracciarla e a strimpellarla solo all'età di dieci. Successivamente, imparò a suonare anche il pianoforte, per poi formare a tredici anni la sua prima band: i "Raze". A sedici anni, invece, Jon incontrò per la prima volta David Bryan, futuro tastierista dei Bon Jovi. I due si conobbero frequentando lo stesso liceo (la Sayreville War Memorial High School), e decisero di fondare insieme una cover band R&B chiamata "Atlantic City Express", suonando nei locali del New Jersey, nonostante fossero ancora minorenni. Nello stesso periodo, Jon suonò nella band "Jon Bon Jovi and the Wild Ones", sempre nata da una sua idea, con la quale girò localmente come il Fast Lane, aprendo concerti per musicisti molto conosciuti nella zona.
Durante l'estate del 1980, finita la scuola e con un lavoro part-time in un negozio di scarpe, Jon riuscì a trovare un impiego ai Power Station Studios, studi di registrazione di Manhattan di cui suo cugino, Tony Bongiovi, era co-proprietario. Qui Jon registrò numerose demo, che mandò a svariate case discografiche, ma senza ottenere risultati. Lo stesso anno, Jon fece la sua prima esperienza in studio, cantando la canzone R2-D2 We Wish You a Merry Christmas di Meco Monardo e Daniel Oriolo inclusa dell'album di canzoni natalizie dei film della saga di Guerre stellari, Christmas in the Stars, prodotto dal cugino Tony agli studi Power Station, e distribuito dalla RSO Records .
Nel 1983, una radio locale del New Jersey (la WAPP 103.5FM "The Apple") promosse un concorso, insieme alla St. John's University, per gruppi rock senza contratto discografico. Jon partecipò utilizzando musicisti di studio per registrare il brano Runaway (scritto anni prima). Dopo aver vinto il concorso, il pezzo diventò un successo dell'estate di quell'anno. I musicisti che aiutarono Bon Jovi nelle registrazioni del pezzo, noti come "The All Star Review", furono: i chitarristi Dave Sabo (soprannominato "The Snake") e Tim Pierce, il tastierista Roy Bittan, il batterista Frankie LaRocka, e il bassista Hugh McDonald.
A quel punto, Jon aveva disperatamente bisogno di un gruppo; i futuri membri si erano già incontrati durante i loro inizi, ma la formazione attuale non si perfezionò fino al marzo di quell'anno. Jon chiamò David Bryan, che a sua volta portò il bassista Alec John Such, insieme a un batterista esperto di nome Tico Torres. In quel lasso di tempo, il chitarrista della band rimase Dave Sabo, che in seguito andrà a fare parte degli Skid Row. Sabo non fu mai totalmente d'accordo con il sound che Jon e compagni ricercavano, e per questo venne scalzato dall'arrivo di Richie Sambora. Questi fu notato una sera da Jon e Alec, mentre suonava con un suo gruppo in un locale; Alec disse di conoscerlo, e Jon gli chiese immediatamente di contattarlo per un provino. Accettata la proposta, Sambora sfoderò tutta la sua stupefacente tecnica e creatività , che gli valsero il posto ufficiale nella band.
Il debutto: Bon Jovi e 7800° Fahrenheit (1984-1985)
Il gruppo iniziò a farsi notare dopo aver aperto un concerto per gli Scandal a New York. Durante questa loro esibizione, seppur nel contesto breve, furono notati dal discografico Derek Shulman, e riuscirono a firmare un contratto con la Mercury Records, parte della società PolyGram. I cinque ragazzi a questo punto necessitavano di un nome ufficiale da dare alla band: si pensò dapprima a "Victory", ma poi lo staff A&R della casa discografIca fece giustamente notare la popolarità che Jon aveva già raggiunto con il suo nome, convincendo così la band a chiamarsi "Bon Jovi".
A inizio 1984, fu pubblicato l'album di debutto Bon Jovi, che venne intitolato così proprio per mettere in maggiore risalto il nome del gruppo. Fu disco di platino negli Stati Uniti (dove vendette più di 2 milioni di copie ) e ottenne buon successo anche nel resto del mondo, arrivando a muovere un totale di circa 3.5 milioni di copie nel mondo . Il primo singolo estratto dall'album fu la già nota Runaway, che subito ne divenne la hit di punta. I due brani successivi a essere pubblicati furono She Don't Know Me, anche questo di buon successo, e Burning for Love, distribuito solo per il mercato giapponese. Successivamente all'uscita di Bon Jovi, il gruppo intraprese la sua prima tournèe mondiale con il Bon Jovi Tour; tuttavia, non si trattava dei primi veri concerti tenuti dalla band, dal momento che questi ne avevano già aperti alcuni per gruppi famosi, come gli ZZ Top al Madison Square Garden, questo prima ancora che Bon Jovi fosse uscito nei negozi, e gli Scorpions e i Kiss in Europa, facendosi così conoscere anche fuori dagli Stati Uniti. Grazie a tutti questi risultati, gli esordienti Bon Jovi iniziarono subito a crearsi una buona credibilità nel panorama musicale di quel periodo.
Nel 1985, uscì il secondo album in studio del gruppo, 7800° Fahrenheit. La risposta di critica e pubblico per questo lavoro fu però, a differenza del disco precedente, molto fredda. In totale, 7800° Fahreneheit vendette circa 2.5 milioni di copie nel mondo , risultando ancora oggi l'album in studio meno venduto di tutti tra quelli pubblicati dai Bon Jovi. Non andò tanto meglio nemmeno con i quattro singoli estratti dal disco: Only Lonely, In and Out of Love (solo questi primi due riuscirono a classificarsi nella Billboard Hot 100, ma entrambi non entrarono nella top 40, come era invece successo a Runaway dell'album precedente), The Hardest Part Is the Night, e Silent Night. In risposta a questi risultati, che all'epoca pare avessero compromesso non poco il futuro dei Bon Jovi, gli stessi membri del gruppo diranno anni dopo che avrebbero potuto e dovuto produrre un album migliore. Nonostante lo scarso successo del disco, il suo tour di promozione, il 7800 Degrees Fahrenheit Tour, ebbe comunque buon successo, mettedo in mostra una buona attitudine del gruppo nelle esibizioni dal vivo. Finita la tournèe, la band pubblicò la sua prima VHS, Breakout: Video Singles, contenente tutti i videoclip realizzati dai Bon Jovi fino a quel periodo.
Il successo con Slippery When Wet (1986-1987)
Dopo lo scarso successo ottenuto da 7800° Fahrenheit, i Bon Jovi decisero di cambiare completamente approccio per il loro terzo album in studio. Per prima cosa, si avvalsero della collaborazione di Desmond Child nella stesura dei brani e, inoltre, cambiarono produttore assumendo l'esperto Bruce Fairbairn. A inizio 1986, iniziarono dunque le registrazioni presso i Little Mountain Sound Studios a Vancouver, in Canada . Il nuovo disco fu pubblicato nell'agosto dello stesso anno con il nome Slippery When Wet, e ottenne subito un enorme successo commerciale. Il disco, infatti, trascorse ben otto settimane al primo posto della Billboard 200, stabilendo il record di permanenza in prima posizione per un album hard rock. Ancora oggi è il maggior successo in termini di vendite dei Bon Jovi, con 33 milioni di copie vendute in tutto il mondo , di cui 12 nei soli Stati Uniti, dove fu anche certificato con ben 12 dischi di platino dalla RIAA. Ottennero molto successo anche i quattro singoli estratti dall'album: il primo, You Give Love a Bad Name, infatti, raggiunse la prima posizione della Billboard Hot 100. Andò ancora meglio con il secondo, Livin' on a Prayer, che al primo posto ci trascorse ben quattro settimane, e ancora oggi è ritenuta da molti la più bella e celebre canzone dei Bon Jovi. Il terzo singolo estratto, invece, Wanted Dead or Alive, non riuscì a piazzarsi al primo posto, ma raggiunse comunque la posizione #7 della Billboard Hot 100. Slippery When Wet divenne così il primo album hard rock nella storia della musica ad aver avuto tre hit nella top 10 in classifica. Il quarto e ultimo singolo estratto, Never Say Goodbye, non arrivò tra i primi dieci posti delle charts, ma divenne comunque famosa per essere stata la prima vera e propria power ballad del gruppo, genere di cui i Bon Jovi diventeranno dei veri specialisti negli anni successivi della loro carriera.
L'incredibile, e forse anche inaspettato, successo ottenuto da Slippery When Wet fece subito dimenticare a tutti il fiasco del precedente 7800° Fahrenheit, e subito iniziarono in molti a interessarsi pesantamente al nuovo fenomeno dei Bon Jovi. Tra i primi ci fu il noto programma musicale MTV; tale emittente, infatti, iniziò subito a trasmettere diversi concerti registrati dal vivo del gruppo durante lo Slippery When Wet Tour, tournèe che intanto era partita, favorendo così ancora di più l'ascesa della band del New Jersey. In quel periodo, inoltre, fu segnata anche l'esplosione del movimento hair metal , di cui i Bon Jovi vennero subito considerati i leader indiscussi, e ancora oggi molti li ritengono gli innovatori e i maggiori esponenti.
Nel 1987, Slippery When Wet risultò essere l'album più venduto dell'anno e, inoltre, Livin' on a Prayer vinse il premio di "Best Stage Performance" ("Miglior esibizione sul palco") agli MTV Video Music Awards di quell'anno . Come se non bastasse, i Bon Jovi ricevettero anche la nomina di "migliore gruppo Pop/Rock" agli American Music Awards e quella di "Migliore gruppo Rock" ai People's Choice Awards . Inoltre, lo stesso anno, furono pubblicati il singolo Edge of a Broken Heart, in qualità di colonna sonora del film Disorderlies, e la seconda raccolta di videoclip del gruppo, Slippery When Wet: The Videos, contenente stavolta il materiale promozionale estratto da Slippery When Wet.
Dopo il successo del gruppo, a Jon Bon Jovi e Richie Sambora fu chiesto di collaborare al ritorno alla musica della nota cantante Cher, facendoli partecipare alla produzione dell'album omonimo del 1987. In tale disco, Jon e Richie scrissero e cantarono in sottofondo nella canzone We All Sleep Alone. Per Cher, successivamente, i due co-produrranno anche l'album Heart of Stone nel 1989.
Tra il 1990 e il 1991, i membri del gruppo decisero di prendersi qualche anno di pausa dall'attività con i Bon Jovi, per percorrere strade separate. Questa scelta fu dettata dalla necessità di smaltire lo stress e le fatiche provocate dal New Jersey Syndicate Tour, allo scopo di non scatenare ancora altri malumori all'interno del gruppo e, dunque, correre il rischio di un eventuale scioglimento definitivo della band. Tra l'altro, in quel periodo, i mass media stavano continuando ancora di più a dare per certa un'imminente separazione dei Bon Jovi.
Nel 1990, Jon Bon Jovi registrò il suo primo album da solista, dal titolo Blaze of Glory, che fu la colonna sonora del film Young Guns II - La leggenda di Billy the Kid. Dopo essere stato inizialmente contatto dal suo amico Emilio Estevez, che gli chiese di prestargli l'ormai celebre Wanted Dead or Alive come colonna sonora per l'imminente seguito di Young Guns - Giovani pistole, Jon pensò che sarebbe stato meglio comporre un tema tutto nuovo per il film, e così consegnò a Estevez il suo primo album da solista (appunto Blaze of Glory). Il disco fu caratterizzato dalla partecipazione di ospiti di profilo altissimo, quali Elton John, Little Richard, e Jeff Beck. Blaze of Glory tutto sommato ebbe anche buon successo commerciale e di critica, anche se mai mimimamente paragonabile agli elevati livelli ottenuti dai suoi precedenti due lavori con i Bon Jovi, e l'album riuscì a raggiungere la prima posizione nelle classifiche degli Stati Uniti, dove fu premiato con due dischi di platino. La canzone omonima, che fu estratta come singolo e di cui fu anche prodotto un videoclip contenente immagini dello stesso Young Guns II, ricevette addirittura un Golden Globe e una candidatura come migliore canzone agli Oscar del 1991, piazzandosi seconda nella graduatoria generale dietro solo a Sooner or Later (I Always Get My Man) di Stephen Sondheim (prodotta per il film Dick Tracy).
Nel 1991, invece, fu il turno dell'album da solista di Richie Sambora, Stranger in This Town, disco dalle tonalità blues al quale collaborarono anche Tico Torres e David Bryan. L'album vede anche la partecipazione di Eric Clapton nella settimana traccia, Mr. Bluesman. Lo stesso anno, David Bryan registrò alcuni brani per diverse opere teatrali, anche se decise di non pubblicare nessun album da solista (il suo primo lavoro, On a Full Moon, vedrà la luce solo quattro anni dopo). Bryan stava attraversando un momento piuttosto difficile, dal momento che era stato ricoverato da poco in ospedale a causa di una malattia procuratagli da un parassita sudamericano. Come se non bastasse, nello stesso periodo, Alec John Such ebbe una brutta caduta mentre era sulla sua moto, subendo un danno permanente al muscolo della mano destra, e fu così costretto ad adottare una nuova tecnica che gli avrebbe consentito di tornare a suonare correttamente il suo basso.
Intanto, Jon Bon Jovi decise di licenziare quello che era stato il suo manager per tanto tempo, Doc McGhee, pare a causa di delusioni con il mondo della musica, nonostante tutti i recenti successi ottenuti dal cantante anche da solista. Jon creò così il suo personale "Bon Jovi Management", che gli avrebbe consentito anche un ruolo maggiore e con più responsabilità all'interno dei Bon Jovi.
Nell'ottobre del 1991, i membri del gruppo si riunirono tutti insieme per la prima volta dopo quasi due anni, sull'isola isola caraibica di Saint Thomas, allo scopo di discutere i piani per il futuro. Qui vennero risolte tutte le varie divergenze che si erano create all'interno della band durante il New Jersey Syndicate Tour, e si decise di interrompere la pausa per ritornare a registrare un nuovo album. I Bon Jovi, dunque, si recarono ai Little Mountain Sound Studios di Vancouver in Canada, gli stessi in cui avevano già registrato Slippery When Wet nel 1986, e cominciarono le sessioni per il nuovo disco, che richiesero diversi mesi.
Keep the Faith: svolta radicale (1992-1993)
Il quinto album in studio del gruppo, Keep the Faith, fu pubblicato nel novembre del 1992. Per promuovere il disco, i Bon Jovi decisero di fare una sorta di "ritorno alle origini", prendendo parte ad alcuni concerti in piccoli club del New Jersey, ricordando così gli inizi della loro carriera. Nello stesso periodo, inoltre, il gruppo registrò un nuovo concerto per MTV, che fu poi messo in commercio nel 1993 con il nome di Keep the Faith: An Evening with Bon Jovi.
Il nuovo album si distinse subito dai precedenti del gruppo per il suo sound più melodico e per i suoi testi più introspettivi, cosa che inizialmente spiazzò non poco i fan della band. Questo cambio di stile, però, non fu casuale: in quel periodo la scena musicale era molto cambiata rispetto a quella degli anni ottanta, periodo in cui il gruppo del New Jersey aveva raggiunto il massimo successo. La cosiddetta musica alternativa continuava a guadagnare posizioni di sempre maggior rilievo, e i canoni stabiliti negli anni precedenti dagli stessi Bon Jovi non coincidevano con l'indirizzo preso dai nuovi gusti musicali. I membri del gruppo, allora, decisero di scommettere su un cambiamento quasi radicale, iniziando a dirigersi a un pubblico più ampio che spaziasse anche oltre il genere metal. Inoltre, cambiò completamente l'immagine dei Bon Jovi, che abbandonarono i loro classici abbigliamenti "glam" e, a parte Richie Sambora, iniziarono ad apparire per la prima volta con i capelli relativamente corti e non più cotonati come in passato (in particolar modo, fece notizia sulla CNN il nuovo taglio di Jon Bon Jovi). Ciò comportò, per circa una decina di anni, un discreto calo di popolarità negli USA, dove evidentemente i fan non digerirono questa svolta radicale della band.
Dall'album furono estratti sei singoli di successo a livello internazionale, vendendo oltre nove milioni di copie in tutto il mondo. Come il sound dei Bon Jovi si è trasformato a lavorare nella scena musicale degli anni novanta, anche l'immagine è cambiata, adottando uno stile più sobrio e immediato. La title track dell'album è stata il primo singolo lanciato, seguito dalla ballata Bed of Roses, che è stata un grande hit da Top 10 negli Stati Uniti.
Per segnare l'inizio della prossima fase della band, i Bon Jovi intrapresero un tour internazionale, in paesi che non avevano mai visto prima e stadi headliner in America, Europa, Asia e Australia. Hanno visitato 38 paesi ed eseguito 177 spettacoli nel Keep The Faith Tour.
In Keep the Faith il suono è più maturo e i testi più introspettivi. Keep the Faith può essere definito come album concettuale nel più puro stile Bon Jovi, anche se non ha nessun rapporto con i lavori precedenti. Stabilisce nuove forme di rock melodico fondendo interesse e passione su canzoni romantiche. Vi troviamo i singoli Bed of Roses, Keep the Faith e In These Arms. Altre canzoni particolarmente amate dai fan sono le epiche Dry County (che è la più lunga incisione mai realizzata dal gruppo, oltre che una delle sue riconosciute vette artistiche) e I Believe. Con questo album i Bon Jovi sono riusciti a difendersi con vigore dall'invasione del grunge, mentre altre band degli anni ottanta trovarono il declino.
Cross Road e These Days (1994-1996)
Nei primi mesi del 1994, la canzone Good Guys Don't Always Wear White (che successivamente farà parte del box-set 100,000,000 Bon Jovi Fans Can't Be Wrong del 2004) venne inserita nella colonna sonora del film Sonny & Pepper: Due irresistibili cowboy. In quel periodo, la band l'eseguì anche dal vivo durante gli MTV Movie Awards, ma nonostante ciò la traccia non fu mai pubblicata come singolo, e neanche inserita in nessun album d'inediti.
Nell'ottobre dello stesso anno, i Bon Jovi pubblicarono il loro primo greatest hits, intitolato Cross Road, contenente anche due nuovi brani: Always e Someday I'll Be Saturday Night. Il primo, che fu estratto come primo singolo dal disco, fu un gigantesco successo commerciale, dato che riuscì a piazzarsi al primo posto di quasi tutte le classifiche europee, e trascorse ben sei mesi nella top 10 della Billboard Hot 100 negli Stati Uniti. In totale, Always vendette circa quattro milioni di copie nel mondo, diventando il singolo dei Bon Jovi più venduto di sempre. Trainato soprattutto da questo successo, Cross Road raggiunse immediatamente la prima posizione in diverse classifiche, arrivando a vendere circa 20 milioni di copie nel mondo (questi dati portarono la raccolta a diventare il disco del gruppo più venduto di tutti dai tempi di Slippery When Wet) . A coronazione di quest'enorme successo, i Bon Jovi vennero premiati come "Best Selling Rock Band" ai World Music Awards di quell'anno.
Ad inizio 1995, poco prima che iniziassero le registrazioni per il nuovo disco, il bassista Alec John Such decise improvvisamente di lasciare il gruppo. La scelta del sostituto cadde sulla persona più vicina a Jon e alla band in quel momento: Hugh McDonald, che aveva già suonato il basso nella formazione del gruppo che incise Runaway. Era la prima volta dall'uscita del loro primo album che i Bon Jovi cambiavano un membro del gruppo, cosa che negli anni successivi non capiterà più neanche una volta. Jon Bon Jovi commentò così riguardo all'abbandono di Such:
«Certo che fa male. Ma ho imparato ad accettarlo e rispettarlo. Il fatto è che sono lavoro-dipendente, dentro e fuori dallo studio, su e giù dal palco, il fatto che io voglia avere a che fare con la musica giorno e notte non significa che tutti gli altri debbano per forza adeguarsi a questo ritmo. Alec voleva prendersi una pausa, perciò non è stata completamente una sorpresa. Inizialmente ci chiese se poteva registrare il prossimo disco in studio senza venire in tour, ma gli facemmo capire che la cosa non era fatt»
Il sesto album in studio dei Bon Jovi, These Days, venne pubblicato nel giugno dello stesso anno, e fu il primo ad essere messo in commercio dopo l'abbandono di Alec John Such. La risposta dei critici al disco fu simile a quella che aveva già ricevuto il precedente Keep the Faith, dato che questi osservarono come il gruppo stava continuando a maturare e a esplorare diversi genere musicali, mantenendo comunque i loro caratteristici stile e grinta.
Jon Bon Jovi ha successivamente dichiarato come, nonostante These Days sia stato tra i loro album più "dark" e introspettivi nei testi, in quel periodo regnava una certa allegria all'interno della band. Il primo singolo a essere estratto dal disco fu This Ain't a Love Song, che fu accompagnato da un videoclip esotico girato in Thailandia, e divenne un altro grande successo in tutto il mondo. Questa fu l'unica hit di These Days a piazzarsi nella top 20 delle classifiche negli USA, risultato non raggiunto dai successivi quattro singoli pubblicati dall'album: Something for the Pain, Lie to Me, l'omonimo These Days, e Hey God. Tuttavia, questi riuscirono ad avere buoni piazzamenti nel resto dell'Europa, soprattutto nel Regno Unito. Ancora oggi, These Days è probabilmente il disco più amato dai fan del gruppo.
In quel periodo, i Bon Jovi ricevettero il premio di "Miglior artista rock" agli MTV Europe Music Awards, oltre che alla nomina di "Miglior gruppo internazionale" ai BRIT Award del 1996.
Poco dopo, partirono con il These Days Tour, che ebbe inizio in India e toccò diverse parti del mondo, tra cui (per la prima volta nella storia della band) anche il Sud Africa. Il culmine della tournèe si ebbe nel giugno del 1995, quando il gruppo fece il tutto esaurito per tre storiche serate consecutive al vecchio Wembley Stadium di Londra in Inghilterra. L'ultima di queste tre date, quella del 25 giugno, fu ripresa e documentata nella registrazione Live from London, che fu messa in commercio quello stesso anno. Durante le tre esibizioni a Wembley accorsero in totale circa 225.000 persone (una media di 75.000 spettatori presenti a serata), permettendo ai Bon Jovi di stabilire il record d'affluenza ottenuta in tale stadio, in precedenza stabilito dai Rolling Stones, e mai più eguagliato. In totale, il These Days Tour si svolse in 35 paesi diversi, mettendo insieme 126 spettacoli.
Crush e One Wild Night Live 1985-2001: nuova generazione di fan (2000–2001)
Verso l'inizio del 2000, i Bon Jovi iniziarono le registrazioni per il loro settimo album in studio. Intanto, il gruppo aveva cambiato etichetta discografica, passando dalla Mercury alla Island Records. Il nuovo disco, che venne chiamato Crush dopo una lunga selezione di vari nomi, fu pubblicato nel giugno dello stesso anno. L'album ottenne enorme consenso di vendite in Europa, ma soprattutto riportò i Bon Jovi al successo anche negli USA, dove i due precedenti dischi non erano stati accolti molto bene, permettendo a Crush di risultare il CD del gruppo con maggiore successo in tale continente dai tempi di New Jersey. Inoltre, il disco arrivò a vendere oltre 10 milioni di copie nel mondo, e permise ai Bon Jovi di farsi conoscere anche da un pubblico più giovane, creando una loro nuova generazione di fan. Questi ottimi risultati di Crush furono in larga parte dovuti al singolo di lancio It's My Life, canzone scritta insieme al famoso produttore svedese Max Martin, che rimase per più di cinque mesi nella top 3 di diverse classifiche in molti paesi. Il videoclip del brano fu premiato da VH1 come "Miglior video dell'anno". Buon successo ottennero anche i due successivi singoli estratti dall'album, ovvero Say It Isn't So e Thank You for Loving Me.
Successivamente, i Bon Jovi partirono nuovamente in tournèe con il Crush Tour, che ebbe inizio nell'estate del 2000.
Inizialmente, il tour prevedeva circa 60 date, ma l'improvvisa ri-crescita di popolarità del gruppo moltiplicò le richieste di concerti, e così la band rimase in giro per il mondo fino alla metà del 2001, organizzando un'altra tournèe chiamat One Wild Night Tour. Durante il Crush Tour, i Bon Jovi tornano a suonare al vecchio Wembley Stadium di Londra, in due serate in cui passano nuovamente alla storia per essere stati l'ultimo gruppo a esibirsi in tale stadio prima della sua demolizione.
Una delle date del tour, quella del 30 agosto 2000 al Letzigrund Stadion di Zurigo, verrà registrata e pubblicata lo stesso anno in un DVD intitolato The Crush Tour.
Durante il tour, il gruppo pubblicò il suo primo album live in carriera, intitolato One Wild Night Live 1985-2001, una raccolta di varie performance dal vivo della band durante la sua carriera. I brani del disco furono presi da alcuni archivi contenenti materiale registrato dai Bon Jovi, che il gruppo aveva raccolto nel corso degli anni.
Finito il One Wild Night Tour, i membri della band decisero inizialmente di prendersi una breve vacanza prima dell'inizio delle registrazioni del loro ottavo album in studio.
Gli attentati dell'11 settembre 2001, però, cambiarono tutto: pochi giorni dopo gli atti terroristici, infatti, Jon Bon Jovi e Richie Sambora iniziarono a prendere parte a varie campagne benefiche, allo scopo di aiutare le famiglie rimaste vittime della strage del World Trade Center. Tra queste, va sicuramente citato il concerto benefico America: A Tribute to Heroes, svoltosi il 21 settembre 2001 e pubblicato il 4 dicembre dello stesso anno, in cui i Bon Jovi si esibirono suonando Livin' on a Prayer .
Bounce, This Left Feels Right e 100,000,000 Bon Jovi Fans Can't Be Wrong (2002–2004)
Verso la metà del 2002, il gruppo iniziò le registrazioni del loro programmato ottavo album in studio, che fu pubblicato verso la fine dell'anno con il nome Bounce. Questo titolo è un riferimento non solo a New York e alla sua capacità di riprendersi dagli attentati dell'11 settembre 2001, ma anche alla bravura dei Bon Jovi di aver saputo appunto "rimbalzare" (traduzione in italiano di "Bounce") nel corso degli anni. Il nuovo disco, però, non riuscì a bissare il successo del precedente Crush, venendo abbastanza criticato dai critici, che accusarono particolarmente il gruppo di essere troppo stereotipa. Da segnalare, però, Bounce riportò i Bon Jovi al successo negli USA, dove i tre precedenti album in studio non erano stati accolti molto bene, raggiungendo il secondo posto della Billboard 200. Quattro furono i singoli estratti dal disco: Everyday, Misunderstood, All About Lovin' You, e l'omonimo Bounce.
La promozione dell'album fu accompagnata dal Bounce Tour, che finì nell'agosto del 2003. Dopo la conclusione della tournèe, i Bon Jovi decisero di avviare un nuovo progetto, la raccolta This Left Feels Right, che fu pubblicata nel novembre dello stesso anno. Questa inizialmente avrebbe dovuto contenere diversi brani eseguiti dal vivo in versione acustica, ma il gruppo finì per ri-scrivere, ri-registrare e reinventare dodici dei suoi più grandi successi in una luce diversa. Di This Left Feels Right fu pubblicato anche un DVD intitolato This Left Feels Right Live
L'anno seguente, nel 2004, i Bon Jovi pubblicano un box-set intitolato 100,000,000 Bon Jovi Fans Can't Be Wrong. Il cofanetto fu composto da quattro CD contenenti ben 38 inediti e 12 brani rari, così come un DVD. Grazie a questa raccolta, i Bon Jovi riuscirono a tagliare il traguardo dei 100 milioni di dischi venduti complessivamente in carriera, commemorando così anche il 20º anniversario dalla pubblicazione del loro album di debutto, Bon Jovi.
Nell'aprile 2009 viene presentato in anteprima al Tribeca Film Festival di New York un documentario diretto da Phil Griffin girato durante il Lost Highway Tour, dal titolo When We Were Beautiful. L'omonimo libro viene messo in vendita il 27 ottobre 2009.
Il 18 giugno 2009 Jon Bon Jovi e Richie Sambora sono stati inseriti nella Songwriters Hall Of Fame.
Nel giugno 2009 Jon Bon Jovi e Richie Sambora registrano insieme al cantante iraniano Andy Madaidan una nuova versione del classico di Ben E. King Stand By Me, come gesto di solidarietà verso la popolazione iraniana in seguito agli scontri seguiti alle elezioni presidenziali.
Il 17 agosto 2009 debutta in radio il nuovo singolo We Weren't Born to Follow, che otterrà anche una nomination ai Grammy Awards. L'undicesimo album in studio della band, The Circle, viene pubblicato nel novembre 2009. L'album debutta al primo posto nella classifica americana di Billboard, dando alla band il secondo album consecutivo al numero 1, cosa che non succedeva da più di 20 anni con l'accoppiata Slippery When Wet-New Jersey. The Circle, prodotto da John Shanks e co-prodotto da Bon Jovi e Sambora, è stato seguito da un nuovo tour mondiale, The Circle Tour, iniziato alle Hawaii nel febbraio 2010, che proseguirà fino ad agosto 2011.
Il 9 novembre 2009 i Bon Jovi si esibiscono all'interno dell'imponente manifestazione internazionale organizzata a Berlino per l'anniversario dei 20 anni dalla caduta del Muro, eseguendo We Weren't Born to Follow in una splendida cornice con alle spalle l'imponente Porta di Brandeburgo.
Nel gennaio 2010, dopo aver rilasciato il secondo singolo estratto da The Circle, Superman Tonight, la band si esibisce per la prima volta nella sua storia alla prestigiosa cerimonia dei Grammy Awards, dove suona un medley di 3 canzoni: We Weren't Born to Follow e, insieme a Jennifer Nettles, Who Says You Can't Go Home e Livin' on a Prayer, quest'ultima scelta dai fan attraverso un sondaggio online.
Il 7 giugno 2010 i Bon Jovi si sono esibiti sul tetto dell'O2 Arena di Londra per celebrare la residency di 12 concerti in quest'arena. La performance è stata trasmessa in diretta Tv e i fan hanno potuto seguirla dai maxischermi di Peninsula Square, di fronte all'arena.
Greatest Hits (2010)
La band ha pubblicato a novembre in tutto il mondo la raccolta Greatest Hits, in versione cd singolo e doppio. La raccolta è anticipata dal singolo What Do You Got?, pubblicato a settembre 2010.
Agli MTV Europe Music Awards 2010 i Bon Jovi ricevono il Global Icon Award, assegnato per la prima volta nella storia. La band inoltre è stata nominata per l'introduzione, senza ottenerla, nella Rock and Roll Hall of Fame.
Il 17 luglio 2011 i Bon Jovi si sono esibiti allo Stadio Friuli di Udine per l'unica data italiana all'interno del loro "Open Air Tour". Qui la band è stata accolta da un'imponente coreografia organizzata dal Bon Jovi Club Italia e autofinanziata grazie al contributo di numerosi fan . Questa iniziativa ha notevolmente stupito la band, che ha pertanto deciso di allungare la scaletta inserendo pezzi non previsti, quali Lie to Me, These Days, Dry County, Always e I Love This Town .
Altra Pausa
Il 31 luglio 2011 il concerto a Lisbona chiude il tour che ha tenuto impegnati i Bon Jovi per due anni tra le città di tutto il mondo registrando quasi sempre il sold out.
La band annuncia un periodo di riposo per un paio di anni ma, come afferma Sambora, non sarà solo riposo lasciando intendere che si prevedono dischi da solista.
Invece Jon Bon Jovi sarà impegnato nelle riprese del film New Year's Eve.
Formazione
Attuale
Jon Bon Jovi - voce, chitarra ritmica (1983 - presente)
Richie Sambora - chitarra solista, seconda voce (1983 - presente)
Bobby Bandiera - chitarra ritmica, cori (2003 - presente)
Ex-musicisti di supporto
Jeff Kazee - organo, tastiere addizionali, cori (2003 - 2006)
Lorenza Ponce - violino, cori (2007 - 2008)
Discografia
Studio
1984 - Bon Jovi
1985 - 7800° Fahrenheit
1986 - Slippery When Wet
1988 - New Jersey
1992 - Keep the Faith
1995 - These Days
2000 - Crush
2002 - Bounce
2005 - Have A Nice Day
2007 - Lost Highway
2009 - The Circle
Raccolte
1994 - ''Cross Road
2003 - ''This Left Feels Right
2004 - ''100,000,000 Bon Jovi Fans Can't Be Wrong
2010 - Greatest Hits
Videografia
Premi
1987: MTV Video Music Awards: Best Stage Performance
1988: American Music Awards: Migliore Rock Band
1990: Golden Globe: Miglior Canzone, Blaze of Glory, dalla colonna sonora di Young Guns II. (Jon Bon Jovi)
1991: MTV Michael Jackson Video Vanguard Award
1995: World Music Awards: Best Selling Rock Band Of The Year
1995: MTV Europe Music Awards: Best Hard Rock
1996: BRIT Awards: Best International Band
1997: MTV Europe Music Awards: Miglior artista maschile (Jon Bon Jovi)
2001: My VH1 Music Awards: Video Of The Year per It's My Life
2002: My VH1 Music Awards: Hottest Live Show
2004: American Music Awards: Award of Merit
2005: World Music Awards: Chopard Diamond Award per aver venduto 100 milioni di dischi
2005: Music on DVD: Creative Excellence Award dalla Digital Entertainment Group (DEG) per il concerto su DVD This Left Feels Right: Live Limited Edition
2006: Introduzione alla UK Music Hall of Fame
2006: CMT Music Awards: Best Collaborative Video per Who Says You Can't Go Home
2007: People's Choice Awards: Best Rock Song per Who Says You Can't Go Home
2007: Grammy Awards: Best Country Collaboration per Who Says You Can't Go Home con Jennifer Nettles
2008: CMT Music Awards: Collaborative Video of the Year per Till We Ain't Strangers Anymore con LeAnn Rimes
2009: Introduzione alla Songwriters Hall Of Fame (Jon Bon Jovi e Richie Sambora)
2009: Introduzione alla New Jersey Hall Of Fame (Jon Bon Jovi)
2010: MTV Europe Music Awards: Global Icon Award
Tour
Tour Without End (1986-87)
Jersey Syndicate Tour (1988-90)
Stranger in this Town Tour (Richie Sambora Solo Tour featuring Tico Torres and David Bryan)
Keep the Faith Tour
Crossroads Tour
These Days Tour
Destination Anywhere (Jon Bon Jovi Solo Tour)
Undiscovered Soul (Richie Sambora Solo Tour)
Crush Tour
One Wild Night Tour
Bounce Tour
Have a Nice Day Tour
Lost Highway Tour
The Circle Tour
Riconoscimenti
VH1 - "100 Greatest Artists of Hard Rock" (76° posto)
''Q'' - "50 Greatest Bands of All Time" (14° posto)